Crisi PD: con Civati lo scisma è “Possibile”

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Possibile Civati
Possibile Civati

La crisi del PD di Matteo Renzi non sembra arrestarsi dopo il disastro delle ultime elezioni regionali. Anzi, il tracollo netto di consenso (dal 41% delle europee ad una media del 23%) sembra aver rafforzato le convinzioni di chi stentava a fare il primo passo verso lo scisma, e se da tempo Civati si era chiamato fuori da un PS che non sentiva più suo, minaccia ora di fare lo stesso Stefano Fassina, che con parole al veleno dichiara: “Se Renzi non cambierà linea vuol dire che sceglierò di essere fedele al popolo PD, non certo a lui che l’ha abbandonato per stare con l’establishment, con la finanza internazionale, con le grandi imprese”.

Anche Nichi Vendola sembra aver ormai abbracciato l’idea di un nuovo movimento a sinistra di Renzi, ed esorta: “è arrivato il momento di metterci tutti a disposizione per costruire il nuovo soggetto della sinistra, non un partitino, non la fusione di due partitini, ma un’attività unitaria, una sinistra di governo vincente e competitiva”

E mentre solo Maria Elena Boschi sembra essere soddisfatta degli ultimi risultati elettorali, nei quali vede “la conferma di una guida salda del PS”, Pippo Civati lancia Possibile, il nuovo soggetto politico che verrà presentato ufficialmente il 21 giugno, e che forse potrebbe essere la soluzione ai diffusi malumori interni ai Dem.
Lo definisce come un “movimento di autonomia” che “nasce dal basso” per “tutti coloro a cui manca qualcosa”.

Nel giorno della festa della Repubblica, Civati ha poi continuato preannunciando i capisaldi del nuovo partito, in primis l’esercizio del referendum. Questo sembra essere l’arma che più contraddistinguerà l’operato di Possibile, in linea con l’obiettivo di “restituire al popolo la sovranità”.

Materie oggetto di referendum saranno, nelle intenzioni di Civati, la legge elettorale, per “eliminare i nominati e i vincitori a prescindere”, lo sblocca-Italia, la riconversione ecologica dell’economia, il Jobs Act e la riforma della scuola. Riguardo al nome del partito ha poi dichiarato: “Il nome ci dice che ci sono sempre alternative nella vita, sempre. Ci sono altre possibilità, ci sono momenti in cui rendersi conto che si apre davanti a noi un’altra strada. E che può essere presa con determinazione, senza paura”.

Valerio Santori

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Nasce a Roma il 9/5/1995 e tutt'oggi vive beatamente. Studia Comunicazione, tecnologie e culture digitali presso l'Università La Sapienza di Roma. Fedele a Pasolini, Stanis La Rochelle e pochi altri. Per contattarlo: valerio.santori@virgilio.it

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