Un irrinunciabile appuntamento “Reale”

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Palazzo Reale di Napoli

Domenica 7 giugno alle ore 17,00, da non perdere, un viaggio nel storia della Napoli reale:  visita al Palazzo, a Piazza Plebiscito e Piazza Trieste e Trento e per finire un suggestivo aperitivo al caffè  Opera Scaturchio. Quale occasione migliore per immergersi nella  storia del Palazzo Reale e conoscere i re che vi hanno abitato e da lì hanno governato?!

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Scalone Palazzo Reale Napoli

Il Palazzo fu costruito nel 1599 da Domenico Fontana per ospitare  il re Filippo III di Spagna, atteso a Napoli. La posizione in cui fu  ubicato non venne scelta a caso : lì esisteva una residenza  vicereale, voluta cinquant’anni prima dal viceré Don Pedro de Toledo; questo perché quella zona della città, essendo molto vicina  al porto, assicurava una via di fuga al re in caso di invasioni nemiche.

Nel ‘700 il Palazzo divenne una delle quattro dimore dei Borbone a Napoli , insieme alla Reggia di Capodimonte, quella di Caserta e , l’ultima, di Portici. Più avanti, verso la fine dell’800, per volere di Umberto I di Savoia, le nicchie esterne del palazzo, che affacciavano sulla piazza, furono riempite con le statue dei re di Napoli: Ruggiero il NormannoFederico II di Svevia, Carlo I d’Angiò,  Alfonso I d’AragonaCarlo V d’Asburgo, Carlo III di Borbone, Gioacchino Murat e Vittorio Emanuele II di Savoia.

Ogni buon napoletano conosce la storia della “fantasiosa discussione” attribuita ad alcune delle statue, e ogni turista scrupoloso non può lasciare la città senza scoprire di che si tratta. Secondo il burlone popolo napoletano, alcuni re sono stati rappresentati in quelle posizioni perché raffigurano un dialogo divertente tra le diverse statue di sovrani. La leggenda narra che la statua di Carlo V d’Asburgo, indicando una pozza d’acqua a terra, avrebbe esclamato “Chi ha fatto pipì qui a Terra?”, ricevette da quella di Carlo III di Borbone come risposta “Io non ne so niente!!!”, allora quella di Gioacchino Murat ribatté “Sono stato io, e allora?”, a questo punto l’intervento risolutore della statua di Vittorio Emanuele II, che, sguainando la spada e gridò “Eviriamolo!!!”.

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Le statue affacciano su Piazza Plebiscito, chiamata anticamente Largo di Palazzo, cuore delle feste popolari organizzate dai viceré. Il Largo, che fino a pochi anni fa, incredibile ma vero, era un gigantesco parcheggio a cielo aperto, oggi è un vero e proprio museo aperto, di cui tutti possono godere 24 ore su 24.

201425880-9e7c6138-3069-4ec6-bd79-ddff98025d9eE infine, Piazza Trieste e Trento è il punto in cui convergono alcune tra le più importanti strade di Napoli : via Toledo, via Chiaia e via San Carlo; ed è il principale punto d’accesso al Largo di Palazzo.

Durante la visita, per due ore si potrà esplorare il patrimonio Reale di Napoli: queste e tante altre storie saranno raccontate, altre opere d’arte e statue potranno essere ammirate e tante architetture contemplate. Concludendo con un suggestivo aperitivo, gustando un buon bicchiere di vino paesano con la luce e le sfumature del tramonto al Caffè Opera Scaturchio ubicato all’interno del Teatro San Carlo. Insomma, un appuntamento irrinunciabile!

Per saperne di più:

http://eventinapoli.com/eventi/visita-guidata-alla-napoli-reale-con-aperitivo

Lucia Ciruzzi

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Lucia Ciruzzi, classe '94. Convinzione cardine della mia vita è che alla base di ogni cosa debba esserci la curiosità, motore di tutto che spinge l'individuo in territori inesplorati e in cui mai si sarebbe immaginato di entrare. Proprio addentrandomi in questi territori nuovi ho scoperto la passione per la giocoleria e il mondo degli artisti di strada; da qui è nato l'hobby delle bolas, con cui ogni giorno mi esercito nel disperato tentativo di imparare qualcosa. La mia ambizione più grande è quella di diventare una giornalista; in particolar modo sogno di girare il mondo, zaino in spalla e all'avventura, e di scrivere di luoghi, culture e popoli. Da questo desiderio, naturalmente, la mia collaborazione al periodico Libero Pensiero, per il quale scrivo nelle sezioni "Napoli e aree locali" e "Cultura".

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