Alfredino Rampi, 34 anni fa la tragedia che commosse l’Italia

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Alfredino
Alfredino

Alfredino, all’anagrafe Alfredo Rampi, fu il bambino di soli 6 anni che 34 anni fa entrò nelle case italiane e tenne tutti con il fiato sospeso per giorni.

Alfredino è rimasto nella mente e nel cuore di tutte quelle persone che nel 1981 vissero la vicenda in diretta TV per più di 18 ore, l’Italia intera faceva il tifo per quel bambino imprigionato a più di 36 metri in un pozzo artesiano.

Era il 10 Giugno e il piccolo Alfredo stava passeggiando insieme al papà Ferdinando Rampi nei campi di Vermicino, frazione tra Roma e Frascati. Si stava facendo buio e i due decidono di tornare a casa. Alfredo prende una strada diversa dal padre, che una volta rientrato  non vedendo tornare il figlio allerta immediatamente le autorità.

Alfredo sembra essere scomparso nel nulla, finchè l’agente di polizia Giorgio Serranti non decide di ispezionare un pozzo lì vicino, di cui era venuto a conoscenza. Si trattava di un pozzo artesiano, che era stato coperto da una lamiera; rimossa questa, l’agente si avvicinò alla piccola apertura, circa 30 cm, sentendo i flebili lamenti di Alfredino. Venne fatta tempestivamente una stima della profondità alla quale si trovava il piccolo Rampi: 36 metri circa.

La notizia si diffonde  velocemente e, nel giro di poche ore, sul posto arrivano  giornalisti, volontari, curiosi, migliaia di persone si stringono intorno al pozzo per vedere il salvataggio del bimbo, il tutto in diretta TV. Oggi quella diretta viene considerata la prima della cosiddetta  “TV del dolore”.

I soccorritori potevano comunicare con il piccolo grazie ad un’elettrosonda a filo posta nel condotto. Nonostante le difficoltà logistiche, già prima della mezzanotte iniziarono le operazioni di soccorso. Il primo tentativo fu quello di introdurre una tavoletta sorretta da una corda, ma questa si incastrò a soli 10 metri da Alfredino, ostruendo, tra l’altro, la già piccola cavità. A questo punto entrarono in azione gli speleologi che cercarono invano di rimuovere la tavola, l’unica salvezza sembrò, allora, quella di fare un pozzo parallelo che si ricollegasse al punto esatto dove si trovava Alfredino, così la trivella iniziò a scavare.

L’operazione durò più di 24 ore, ma anche questo tentativo si rivelò vano, poiché le vibrazioni della trivella avevano fatto scivolare Alfredino a circa 60metri di profondità. Sul posto giungeva una folla sempre più numerosa, tutti volevano esserci per il salvataggio di Alfredo, tutti volevano gioire insieme ai genitori del piccolo, ma più trascorrevano le ore più la speranza veniva inghiottita da quel pozzo. A Vermicino giunse anche il presidente della Repubblica Sandro Pertini. Il tempo stringeva e volontari da ogni parte d’Italia arrivavano numerosi: nani, contorsionisti, tutti volevano poter essere d’aiuto.

La notte tra il 12 e il 13 Giugno, un facchino di una tipografia romana, di origini sarde, Angelo Licheri, chiese di poter essere calato nel pozzo. Nonostante non fosse allenato, riuscì ad arrivare a 60 metri e restò a testa in giù per 45 interminabili minuti. La speranza si riaccese, Alfredino era ancora vivo, parlava con Licheri, che gli tolse il fango da occhi e bocca e gli raccontava storie per distrarlo mentre tentava di imbragarlo. I tentativi fallirono e il facchino, soprannominato da allora “uomo ragno”, cercò di abbracciarlo per tirarlo con sé verso la superficie, ma ancora una volta tutto fu vano e nell’operazione ruppe involontariamente il polso del bambino che scivolò ancora.

L’ultimo a tentare, di nuovo senza riuscirvi, il salvataggio fu Donato Caruso, che nella risalita annunciò la probabile morte di Alfredino. Erano passati ormai 3 giorni quando venne dichiarata la morte del piccolo Rampi, recuperato l’11 Luglio, 28 giorni dopo.

La vicenda colpì l’Italia nel profondo, tanto da dare spunto a numerosi artisti come i Baustelle, che ad Alfredino hanno dedicato una canzone  e Fabio Marra che al Festival Internazionale del film di Roma 2011 ha presentato “L’angelo di Alfredo”, dedicato ad Angelo Licheri.

Centro Alfredo Rampi

L’angelo di Alfredo – donazione

Alessia Centi Pizzutilli

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nasce a L’Aquila nel 1990. Da sempre amante della “Penna”, nel tempo sviluppa la passione per le materie umanistiche. Intraprende studi per alimentare le sue conoscenze in materia ed inizia a scrivere racconti, diari, ma soprattutto poesie. Amante dell’arte in ogni sua forma. Attualmente frequenta la facoltà di Lettere e Filosofia a L’Aquila. Redattrice presso Laqtv, collabora con il giornale Libero Pensiero News nella sezione cultura.

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