Yalom: Schopenhauer, Nietzsche, Spinoza e la psicologia

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La trilogia di romanzi dedicati a Arthur Schopenhauer, Friedrich Nietzsche e Baruch Spinoza scritta da Irvin David Yalom, pubblicata in italiano per Neri Pozza, mescola sapientemente psicologia, filosofia e vicende di esseri umani, proponendo uno stile unico di romanzo che è un viaggio all’interno di tre grandi del pensiero occidentale, ma anche all’interno di sé stessi.

In tutti e tre i romanzi, che non sono collegati da uno stretto rapporto di connettività e si possono dunque leggere senza problemi in qualsiasi ordine, è possibile individuare due filoni principali: in primo luogo la tematica della solitudine, vissuta per cause diverse ed affrontata in maniere diverse; a seguire l’influsso della cultura ebraica, dalla quale proviene Yalom e che si riflette in alcuni personaggi non privi di importanza.

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La cura Schopenhauer (Neri Pozza)

La cura Schopenhauer (Goodreads: 4.09/5) tratta da un punto di vista psicologico della terapia di gruppo e delle relazioni interpersonali non sempre facili, mentre dal punto di vista filosofico si analizzano Schopenhauer ed il suo volontario allontanamento dalle cose e dalle preoccupazioni: una alienazione antisociale e probabilmente inconcepibile per noi, ma frutto di un’attitudine personale e di una scelta ben precisa.
Il punto sollevato è semplice: quanto Schopenhauer può allontanare dalle gioie della vita e dal risolvere i propri dilemmi?

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Le lacrime di Nietzsche (Neri Pozza)

Ecco dunque come si presenta, in anticipo, il fulcro de Le lacrime di Nietzsche (Goodreads: 4.18/5). Qui l’autore di Also sprach Zarathustra vive una solitudine imposta dalle circostanze: in parte la desidera, per elevarsi ad Übermensch, l’Oltreuomo che non necessita la dipendenza dagli altri per vivere, ed in parte vorrebbe superarla per vincere i punti oscuri del proprio passato e riuscire a relazionarsi più serenamente con il presente, il futuro ed il prossimo. Nietzsche non rifiuta l’amicizia: è semplicemente molto timido e chiuso, e fatica ad aprirsi; saranno il maestro di Freud ed il giovane Sigmund ad avviare una prima psicoanalisi, che aprirà la strada al nuovo metodo viennese.

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Il problema Spinoza (Neri Pozza)

Diversissime sono invece le vicende narrate ne Il problema Spinoza (Goodreads: 4.04/5). In questo caso Yalom viaggia in parallelo tra l’Olanda del Seicento, seguendo la vita ed il pensiero di Baruch Spinoza, e l’area tedesca tra il 1910 e la Seconda Guerra Mondiale, seguendo l’educazione ed il delirio di Alfred Rosenberg.
Spinoza, il grande filosofo ebreo di nascita, si ritrovò scomunicato a soli ventiquattro anni dalla comunità ebraica di Amsterdam per le idee che già aveva espresso: si trovò quindi a fronteggiare una solitudine per costrizione, pur non mancando il contatto umano. Rosenberg, tedesco di origini ebraiche mai accettate cresciuto nella Russia zarista, viene a contatto con le idee di Spinoza tramite «l’eterno genio tedesco» Goethe, e resta ossessionato – lui, il massimo ideologo antisemita nazista — dal motivo per il quale il grande Goethe ammirasse così tanto l’ebreo Spinoza.
Ne emergono i ritratti di uno Spinoza mite e dedito alla contemplazione filosofica, di mentalità aperta, e di un Rosenberg insicuro e desideroso di attenzioni, che si è costruito una corazza di convinzioni su fondamenta d’argilla.

Chi scrive ha letto i tre romanzi nell’ordine inverso, partendo da Spinoza per una curiosità storica e ritrovandosi a fronteggiare la psicologia, passando per Nietzsche, che ha trovato di gran lunga il libro migliore per imparare a conoscere se stesso ed offrire supporto, e concludendo con Schopenhauer, il romanzo più frivolo per stile ed allo stesso tempo più pregno di filosofia.

La prosa di Yalom è scorrevole, e non si incontrano grandi difficoltà durante la lettura: sono libri consigliati a chiunque voglia intraprendere un cammino interno, alla scoperta della propria personalità, ed all’esterno, alla scoperta del pensiero di tre tra i grandi della filosofia occidentale.

Simone Moricca

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