Lavoro minorile: 340 mila bambini e adolescenti coinvolti in Italia

0
23
lavoro minorile in Italia
lavoro minorile in Italia

Attualmente nel nostro paese i minori di 16 anni coinvolti in attività lavorative sono circa 340 000, di cui 28 000 in ambienti a rischio per la loro salute e incolumità, e coinvolti in attività molto pericolose. Dalla ricerca Game Over di Save The Children Italia è emerso che il 7% dei minori di 15 anni lavora facendo spesso orari continuati o notturni (circa 28 000). I settori principali sono la ristorazione (43%), l’artigianato (20%) e l’agricoltura (20%)

In condizioni di crisi economica, spesso i datori di lavoro preferiscono sottoporre a contratto un ragazzo adolescente in quanto i costi sono minori, anche se parecchi sono coinvolti in attività di famiglia (44,9%). I bambini coinvolti sono costretti, oltre che a rinunciare al dovuto svago e riposo, a interrompere gli studi. L’Italia ha un tasso di dispersione scolastica tra i più alti rilevati in Europa (18,2%) e se non si incorre in misure preventive la situazione potrebbe evolversi in maniera drastica.

Nel nostro paese si tende a sottovalutare il problema e le leggi per limitare o prevenire lo sfruttamento minorile di bambini e adolescenti scarseggiano. Per questo, ieri, in occasione della Giornata Mondiale contro il Lavoro Minorile Save The Children Italia ha diffuso i seguenti dati e lanciato il suo appello: ”Alla vigilia di un anniversario ufficiale ci ritroviamo a constatare una mancanza di attenzione al lavoro minorile nel nostro Paese,  sia in termini di monitoraggio del fenomeno, che di azioni specifiche per prevenire e contrastare il fenomeno, anche nelle sue forme peggiori, nonostante si tratti di un problema presente e che rischia di peggiorare,  anche a causa della crisi economica” ha affermato Raffaella Milano, direttore programmi Italia – Europa di Save The Children. Speriamo queste parole siano di buon auspicio e che il Governo italiano si impegni realmente con appositi decreti e istituendo i dovuti tavoli di dialogo con le ONG e parti sociali.

Vincenzo Nicoletti

NESSUN COMMENTO