Rachel Dolezal, la storia della “finta nera”

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Rachel Dolezal
Rachel Dolezal

La storia di Rachel Dolezal ha fatto riflettere l’America intera a suon di polemiche.

Che la questione dei diritti degli afroamericani, in questo periodo storico, sia argomento delicato lo si sapeva già, ma mai si poteva immaginare un caso del genere. Spesso, infatti, le persone di colore si ritrovano a denunciare in strada qualche angheria da parte delle forze dell’ordine nei loro confronti. In un momento come questo, però, c’è chi decide di cambiare il proprio colore della pelle. O, almeno, ci prova.

“Sei afroamericana?”, è stata la prima domanda che, incuriosita, la giornalista dell’Nbc gli ha posto. “Mi identifico come nera”, ha risposto la 37enne originaria del Montana che, per la prima volta, è apparsa in tv dopo lo scandalo. “Ho iniziato a sentirmi nera a 5 anni. Mi disegnavo con una carnagione marrone, non color pesca, con dei capelli ricci neri”. Diversa però dalla foto che viene mostrata in cui appare una ragazzina americana di 16 anni, bionda, bianca con le guance rosse. Uguale a come appare nelle foto del suo matrimonio con un uomo di colore dal quale poi ha divorziato. La giovane, per tantissimi anni, si è spacciata per afro-americana pur essendo, invece, bianca.

Lo scandalo è arrivato dopo la denuncia dei genitori che, preoccupati, hanno chiarito l’origine etnica della figlia. A detta dei genitori, Lawrence et Ruthanne Dolezal, la figlia biologica avrebbe origini tedesche e ceche. Nata nel Montana, ha lottato per tanto tempo al fianco della comunità di colore di Spokane, città nello stato di Washington. Arrivando persino a ricoprire il ruolo di presidente della NAACP, una delle più grandi e più vecchie (106 anni) organizzazioni per i diritti dei neri d’America. Ruolo che ha dovuto lasciare pochi giorni fa continuando però a tenere la cattedra di studi afroamericani presso la Eastern Washington University. I genitori continuano a non capire cosa l’abbia spinta a seguire quel determinato comportamento “pretendendo” di essere nera.

Anche alcuni studiosi, incuriositi, hanno cercato di fornire scientifiche spiegazioni. Il sociologo Charles Gallagher, in un intervista rilasciata a AFP, ha dichiarato che “questa storia è un diversivo, in quanto l’America resta un paese dove i privilegi ai bianchi e il razzismo sono la norma”. Tanti, infatti, hanno trovato il comportamento della ragazza poco rispettoso . Il NAACP, però, ha fatto sapere che si sta mobilitando per dare il giusto sostegno a Rachel.

Giuseppe Ianniello

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