Nasce in una scuola di Scampia la Costituzione “napoletana”

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Con la tensione creatasi per il blocco degli scrutini in alcune parti d’Italia, volto a segnalare il livello di conflittualità tra gli addetti della scuola e il Governo Renzi, e mentre i maturandi sono alle prese con gli esami finali, a Scampia, una docente precaria, Mariagrazia Cerrito, ha invogliato i suoi studenti a svolgere un percorso finalizzato al conoscimento dei valori che provengono dalla Costituzione Italiana.

Un gruppo di studenti dell’ITI G. Ferraris ha promosso la Costituzione in napoletano. Per l’occasione, una serie di slogan napoletani sono stati ideati, in corrispondenza ad alcuni articoli della Costituzione italiana. Un’iniziativa altamente simbolica, per ricordare i valori su cui vennero fondati i principi della democrazia italiana, vale a dire quelli per l’uguaglianza per i diritti e la legalità; ma un’iniziativa locale volta soprattutto ad imparare a coltivarli, quei valori, riproponendoli anche laddove non arrivano le istituzioni, e dove potrebbe approdare la cultura.

L’idea nasce grazie all’impegno della professoressa nell’aver saputo affrontare temi di politica durante la vita quotidiana dei ragazzi di periferia, sui banchi di scuola, lasciando un insegnamento sicuramente alternativo alla concezione di studio nozionistico, prediletto nelle scuole italiane.

Il lavoro dei ragazzi della scuola ITI G. Ferraris è qui proposto:

Art.1 E’ o popolo ca cummann (Sovranita’ del popolo);
Art.2 Tenimm’ diritt ca nisciun ce po tucca’ e duver c’amma rispetta’ (Inviolabilita’ dei diritti)
Art.3 Simme tutt’ ugual’ annanz’ a legg” (Principio di uguaglianza)
Art.4 Tutt quant amma fatica’ pe ffa’ crescer a societa’  (Diritto al  lavoro)
Art.5 L’ Italia e’ una sola e nun se po sparter ma ce stann region, province e cumun (Autonomie locali)
Art.6 Pur se parl n’ata lingua va ben o’ stess (Minoranze linguistiche)
Art.7 O’ Stat e a Chies s’anna fa ciascun e fatt lor (Principio di laicita’ dello Stato)
Art.8 Nisciun te rice nient se si cristian, buddist’, testimon e geov o evangelist (Liberta’ di culto)
Art.9 O’ patrimonio storico, o’ paesagg, a cultur e ricerc s’anna rispetta’ e tutela’  (Tutela del patrimonio storico, artistico e della ricerca)
Art.10 O’ stranier s’adda tutela’ se rint o’ paes suoje nun ten a liberta’ (Tutela dello straniero)
Art.11 A guerr’ nun se po ffa’ si n’at Stat vuo’ attacca’ (Ripudio alla guerra)
Art.12 O’ tricolor e’ verd, bianc e russ (La bandiera italiana)
Art.21 Putimm ricere chell ca pensamm (Libertà di manifestazione del pensiero)
Art.29 Marit e muglier stess diritt e duver (Uguaglianza dei coniugi)
Art.32 Pe ce curà nun pe forz s’addà pavà (Diritto alla salute)
Art.34 A scol nun s’adda pavà (Gratuità dell’istruzione)
Art.40 O’ scioper se po ffà (Diritto allo sciopero)
Art.48 O’vot è personal, ugual, liber e segret (Diritto al voto)

Questo a dimostrazione del fatto che attraverso la contestualizzazione della conoscenza, attraverso l’impegno nel conciliare la storia con l’attualità, si può avvertire la scuola come strumento per prendere coscienza della realtà e spingere le ingiustizie verso il cambiamento. Come dichiarato dalla docente “l’iniziativa ha sicuramente contribuito a far percepire la Costituzione come uno strumento vivo di partecipazione democratica e di riferimento per la società, stimolando negli alunni la formazione di una personalità consapevole dei diritti e dei doveri che la cittadinanza impone”.

Adesso Scampia è la testimonianza di un riscatto sociale, nonostante come in altri quartieri di Napoli, a comandarvi ci siano sempre state le organizzazioni criminali. Il progetto, inoltre, prosegue con la stampa e la vendita di alcune magliette che presentano gli articoli della “costituzione napoletana”, e una messa in vendita il cui profitto verrà devoluto per eventuali progetti scolastici.

Alessandra Mincone

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