Maria, la jihadista di Torre del Greco

0
50

TORRE DEL GRECO – Si chiamava Maria S. la ragazza che, per amore del credo islamico, ha cambiato il suo nome in Fatima e ha deciso di convertirsi all’islamismo nel 2009.

Maria abitava a Torre del Greco con la sua famiglia e aveva una vita normale, almeno fino a quando non conosce un giovane marocchino di cui s’innamora. L’uomo esercita da subito un certo fascino  sulla ragazza e sulla famiglia, tanto è vero che l’intera famiglia sceglie di abbandonare il cattolicesimo e convertirsi alla religione di Maometto.

Maria e sua sorella Marianna scelgono di spogliarsi  degli abiti da ragazze occidentali per indossare il hijab, il copricapo utilizzato dalle donne musulmane per coprire la testa e si trasferiscono con la famiglia a Inzago, nel milanese, dove Maria decide di sposare il marocchino. Il matrimonio però non ha vita lunga e i due si separano dopo alcuni mesi, ma la ragazza incontra quasi subito un altro uomo, un albanese.

È dal suo profilo facebook che Maria continua a mostrarsi valida sostenitrice delle norme più rigide del credo islamico e del califfato di Al-Bagdhadi, novizie maturate tra la Lombardia e la Toscana, regioni attivissime nella predicazione dell’islamismo e per questo fortemente monitorate dai servizi di sicurezza.

A Maria però, il ruolo di sostenitrice pare stesse stretto, perchè della donna e di sua sorella si sono perse le tracce dall’autunno scorso, quando entrambe si sono imbarcate su  un volo per Istambul e poi da lì in Siria, dove si perdono le loro tracce. Da otto mesi, dunque, Maria è scomparsa ma non è escluso che possa continuare a mantenere contatti con l’Italia anche attraverso i social network, di cui la ragazza si serviva per dimostrare la sua fede jihadista e condividere articoli e documenti sulla superiorità della cultura  araba e del Califfato.

Dopo il fallimento del suo primo matrimonio e le nuove nozze con un coetaneo di origine albanese,  si sarebbe decisa a fare il grande salto provando sul campo il brivido del conflitto mediorientale. “Abbiamo una legge per contrastare meglio i foreign fighter.”

“Intendiamo colpire chi vuole andare a combattere nei teatri di guerra, non solo i reclutatori ma vogliamo imporre un maggiore controllo di polizia su queste persone ed agire anche sul web, usato da chi si radicalizza” – queste le parole pronunciate in più di una occasione dal Ministro degli Interni Angelino Alfano.

Maria potrebbe essere una foreign fighter, una possibile minaccia per il mondo, ma i problemi e le difficoltà investigative non consentono di stabilirlo con certezza perchè è assai complicato seguirli nella regione irachena, quando cioè decidono di spostarsi per arruolarsi e imparare a combattere la Cristianità in nome dell’Isis.

Anche i fratelli Chérif e Said Kouachi, sospettati di aver compiuto la strage nella redazione del settimanale satirico Charlie Hebdo, erano foreign fighter ed erano stati in Siria in nome del Profeta e del Califfato.

Anna Lisa Lo Sapio

Fonti: il Messaggero.it
il Tempo.it

CONDIVIDI
Articolo precedenteSofiene, il matematico invisibile
Articolo successivoMosca-Roma, l’asse tra Bergoglio e Putin
Nata in provincia di Napoli, 11/06/1983. E' Laureata in Scienze Politiche. Inizialmente, ha lavorato nell'area commerciale di alcune aziende ma ha presto capito che la sua strada non poteva avere a che fare solo con l'aspetto economico della vita. Amante della storia e appassionata dei segreti di Stato, ha realizzato studi e ricerche sulla società italiana durante gli anni di piombo e sui motivi che spingono l'uomo a commettere stragi e ribellioni contro altri uomini. Di se stessa dice : "Meglio vivere una verità difficile che una bugia comoda". Vive a Edimburgo. Per scriverle: losapio.annalisa@libero.it

NESSUN COMMENTO