C’è il sole a Casal di Principe

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C'è il sole a Casal di Principe
C'è il sole a Casal di Principe

Ben tornato Roberto!” così Casal di Principe accoglie tra grida e applausi Roberto Saviano, primo visitatore della mostra “La luce vince sull’ombra“, inaugurata il 21 giugno – con l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e il sostegno di Confindustria Nazionale – che raccoglie opere provenienti dagli Uffizi, dal Museo di Capodimonte e dalla Reggia di Caserta ed è ospitata nell’ex villa di un boss dei Casalesi, intitolata a Don Peppe Diana, il coraggioso parroco ucciso dalla camorra nel 1994.

Lo scrittore arriva alle undici, accompagnato dal sindaco Renato Natale – con il quale si è scambiato un affettuoso e commovente abbraccio insieme a Augusto Di Meo, testimone dell’ omicidio di don Peppe Diana – per incontrare prima gli “ambasciatori della rinascita”, le numerose guide che assumeranno l’onere di raccontare bellezze e sventure della loro terra, e ammirare le venti opere d’arte che compongono la mostra.

Saviano commenta il suo arrivo a Casal di Principe postando su Twitter la foto del cartello di ingresso della città e una scritta :”C‘è il sole a Casal di Principe“. Con esultanza si rivolge agli organizzatori della mostra: “È meraviglioso, stupendo. Avete un fatto un lavoro eccezionale” e commenta successivamente con un post pubblicato su Facebook la sua gioia nell’essere tornato e aver assistito ad un evento culturale di questa portata: “Con un moto di orgoglio mi verrebbe da dire: dopo otto anni io sono ancora qua, voi, invece, Iovine, Bidognetti, Zagaria, Schiavone siete in carcere. La vostra presenza aleggia su queste terre. Ma faremo in modo che resti solo un odioso ricordo.

Sono passati,infatti, otto anni dall’ultima volta che Roberto Saviano ha messo piede a Casal di Principe. Otto anni dal 17 settembre 2007, data che ha segnato per sempre la vita dello scrittore di Gomorra, quando in Piazza Mercato pronuncia ad alta voce i nomi di boss che nessuno aveva mai avuto il coraggio di pronunciare: Schiavone, Bidognetti, Iovine e tra le migliaia di persone c’era ad ascoltarlo Nicola Schiavone, padre del boss Sandokan- Francesco Schiavone. E le parole rimbombavano più pesanti, quelle parole ancora impresse nel cuore di tutti: “Abbiamo, avete, il diritto alla felicità. Che, in questa terra martoriata, vuol dire non morire sul posto di lavoro, vuol dire non dover fare un secondo lavoro nel week-end per tirare a campare. La forza per opporsi al potere dei clan in questa terra viene dal talento degli stessi cittadini di qui: dovete scegliere da che parte stare.

Il discorso è servito. Oggi Casal di Principe è schierata. Lo ha fatto prima grazie all’elezione di Renato Natale – da sempre impegnato nella lotta alla legalità- e lo fa oggi, con la messa in atto di un progetto di ampio respiro culturale che illumina le ombre della criminalità organizzata. Casal di Principe si fa carico dell’appello fatto da Don Peppe Diana nella lettera “Per amore del mio popolo” in cui chiedeva alle Chiese e ad ogni singolo cittadino di “farsi promotori di una serie di analisi sul piano culturale, politico ed economico coinvolgendo in ciò gli intellettuali finora troppo assenti“.
Grazie Roberto“, il commento di Dario Franceschini -Ministro dei Beni culturali e del Turismo. Grazie Roberto, il commento di un intero popolo in cerca di riscatto.

Alessandra Vardaro

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