“Spazio Ascolto Donna”, sportello a Napoli contro la violenza e la disparità fra generi

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NAPOLI – Nasce in città lo sportello antiviolenza “Spazio Ascolto Donna”. Lo sportello si augura di supportare le donne vittime di abusi e/o maltrattamenti, attraverso sia dei percorsi composti da un supporto psicologico, sia una consulenza legale a titolo completamente gratuito.

Un gruppo di volontari capitanato da Adelaide Mazzocchi e Sabina Garofalo, ha scelto di mettere a disposizione le proprie competenze professionali per consentire il superamento della violenza intrafamiliare. Il servizio è già operativo presso il Consultorio Familiare Santa Maria di Costantinopoli, nei giorni lunedì, mercoledì e venerdì dalle ore 17:00 alle ore 19:00.

Un progetto, questo, nato dalla volontà di mettere in campo un aiuto concreto, destinato a quelle donne che vengono vittimizzate nella vita quotidiana e che non riescono a liberarsi autonomamente dalla violenza, che sia fisica o mentale.

Con l’esperienza in psicologia di Adelaide Mazzocchi, Presidente dell’Associazione, e della Vice Presidente Sabina Garofalo, si è avvertita la necessità di aprire un polo di servizi che con pochi strumenti sappia garantire una presenza vicina alle donne vittime di violenze. “Offriamo una prima accoglienza telefonica o vis a vis della donna in stato di disagio o maltrattata; colloqui preliminari per individuare i bisogni e fornire le prime informazioni utili; in seguito consulenza psicologica e legale alle assistite, garantendo gratuità e anonimato”.

L’iniziativa non gode di finanziamenti pubblici ma solo di contributi volontari, pertanto è aperta a tutte le associazioni che operano sulle stesse realtà di discriminazione, abuso e violenza contro il genere femminile, per cooperare unitariamente verso il contrasto dello stesso fenomeno. Inoltre, i responsabili dello sportello di assistenza, hanno in progetto di accrescere le proprie potenzialità puntando anche ad iniziative culturali che sappiano educare al rispetto reciproco tra generi, partendo dal contatto diretto con i ragazzi delle scuole, elementari, medie e superiori.

Come dichiarato a Libero Pensiero da Adelaide Mazzocchi:Intendiamo colmare quel vuoto di sostegno, che è a monte del percorso che porta ai servizi sociali ed ai centri protetti, anche attraverso un lavoro di rete e la collaborazione con le associazioni ed altri organismi presenti sul territorio. Inoltre, il nostro approccio al problema della violenza sulle donne non vuole essere solo sotto il segno dell’emergenza, ma intendiamo promuovere iniziative culturali e di sensibilizzazione e prevenzione del fenomeno, a partire proprio dalle scuole.” I ragazzi, infatti, tra le categorie più sensibili verso i disagi sociali, potrebbero capire non solo l’importanza del volontariato, ma soprattutto la gravità della violenza e della concezione di disparità tra generi.

Alessandra Mincone

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