Julie Maroh, Skandalon

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Skandalon
Skandalon

Una nuova storia, una nuova denuncia verso la società.
La fumettista francese Julie Maroh dopo “Il blu è un colore caldo” riprende la sua tavolozza per creare un nuovo gioco di sfumature e tonalità.

La sua prima opera mostra già un primo sprazzo di anticonformismo e voglia di evadere dalla prigione della società. La Maroh utilizza la sua protagonista per analizzare da vicino l’animo di una persona dilaniato dalla sua volontà e dall’influenza della società, una società in cui essere omosessuali è una tragica colpa da cui bisogna redimersi.

“Skandalon” può essere considerato un passo avanti, un secondo step in cui l’autrice continua la sua lotta verbale per far riflettere noi lettori. Lo stesso titolo dell’opera non è casuale. La fumettista vede nel mondo un’esasperazione dei desideri mimetici (il continuo volere ma non saper cosa, il desiderare per diventar felici) e un continuo scoppio di conflitti che distrugge ogni rapporto di solidarietà col prossimo. In una situazione del genere, che vede coinvolta l’umanità tutta, non si può trovare il colpevole o l’innocente, quindi i primi passi si percorrono dalla diretta esperienza di Cristo.

Nella postfazione è infatti riportato un passo in cui Cristo, nella sua Passione, annuncia che diventerà uno skandalon (cioè un ostacolo mimetico) per tutti gli uomini. Per Skandalon però si intende anche “elemento scatenante della rivalità mimetica” e quindi abbiamo l’ambigua situazione per cui con tale termine si intende anche la figura di Satana. Da qui si diparte il centro del discorso: il concetto di tale terminologia sta nel mettere “in risalto le prime fasi del ciclo mimetico, i rivali che si ostacolano a vicenda, che si ritrovano insieme nonostante vogliano allontanarsi l’uno dall’altro”. Lo skandalon quindi inizia il suo percorso con l’idea di guidarci alla libertà, in quanto ognuno è libero di imitare l’uno o l’altra faccia della medaglia, ma finisce col renderci schiavi di fronte a chi riesce a prevalere su di noi. Continuando sulla scia del pensiero filosofico di Renè Girard la Maroh cita “Ci sono dunque due modelli supremi: Satana e Cristo. La vera libertà sta nella conversione dall’uno all’altro. Diversamente è una totale illusione. Siamo liberi solo perché rifiutiamo di convertirci all’unanimità mimetica. Come già detto convertirsi significa riconoscere un persecutore. Significa scegliere Cristo o un individuo somigliante a Cristo come modello dei nostri desideri; vedersi inclusi nel processo d’imitazione fin dall’inizio. Convertirsi significa che abbiamo sempre imitato, senza saperlo, il modello sbagliato che ci trascina nel circolo vizioso degli scandali e dell’insoddisfazione permanente.”

Nella sua opera Julie Maroh pone anche un altro importante tema: il capro espiatorio. Quando la società vede un qualsiasi male che si fa strada e si radica sempre più in profondità si pensa che per scacciarlo basti il classico “Satana scaccia Satana”, come un effetto domino che ha il compito di ristabilire il giusto ordine (temporaneo) dando una falsa trascendenza.

Ritornando al fumetto, la trama in questione è particolarmente scarna, a tratti sostituita da un trionfo di immagini in cui ricorre prepotente una forte tonalità di rosso che a tratti disturba la vista, come se ci spingesse a distogliere lo sguardo almeno per un momento.
Il protagonista Tezene è un cantante di successo che non riesce a stringere e consolidare nessun rapporto umano, neanche con le persone che gli sono più vicine. Agisce per istinto, è un puro anticonformista, ma proprio per questo suo comportamento riesce ad attrarre a sé milioni di fan. Dietro le quinte immagini crude e parole taglienti e sprezzanti ci suggeriscono il suo essere menefreghista ed egocentrico, una persona che si sente tanto superiore da giocare con le vite e le reazioni del pubblico. Non gli importa del successo, tantomeno del denaro, ormai è diventato un modello ed è stimato da tutti. Basta però un grande scandalo a scatenare i fan e la stampa contro di lui.

“Quando Dioniso si infiamma non lo fa per offrire alla folla una qualsiasi soluzione catartica.
Dioniso danza per danzare. Ma la folla ha sempre fame di scandali. “

Avviene così la conversione della società che vede il cantante ora come il diavolo in terra, colui che deve essere annientato per ristabilire l’equilibrio e ritornare alle loro ordinarie vite.
Tezene si ritrova escluso dal mondo, è vivo ma è come se non lo fosse, soffre ma non sente più il dolore almeno finché non gli viene inflitto fisicamente. Come un protagonista pirandelliano non è più nulla, quasi alla stregua di un fantasma perché alla fine è sempre la società a scegliere la realtà.

Alessia Sicuro

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Diplomata al liceo scientifico sperimentale PNI, matricola alla facoltà di lettere moderne della Federico II, ha sempre voluto avere una visione a 360 gradi di tutte le cose. Accortasi che la gente preferisce bendarsi invece di scoprire ed affrontare questa società, brama ancora di tappezzare il mondo coi propri sogni nel cassetto. Divora libri, vecchie storie, vorrebbe guardar il futuro con degli occhiali magici per riportar solo belle notizie alla gente disillusa. Vorrebbe indossare scarpe di cemento per non volar sempre con la fantasia, rintagliarsi le sue ali di carta per dimostrare, un giorno, che questa gioventù vale! Vorrebbe esser stata più concreta fin dall’inizio, essere interessata ai soldi come tutta la gente normale e non sentirsi in pace col cosmo solo perché sta inforcando una penna. Si, vorrebbe, ma bisogna sempre svegliarsi.

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