Intervista con Michele Bonetti:”Ottenuta la più grande vittoria degli studenti e dell’UDU”

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Il 19 giugno scorso, il Tar Lazio ha accolto il ricorso di quasi mille studenti di essere equiparati definitivamente agli altri vincitori di concorso, passando quindi ad essere da immatricolati con riserva ad immatricolati di diritto. I primi ricorrenti ammessi definitivamente sono i ricorrenti dell’aula 3 di Bari, aula nella quale è scomparso il plico dal quale è partito il ricorso; oltre a questi sono stati ammessi anche una parte dei ricorrenti della Federico II, oltre a piccoli gruppi di Roma La Sapienza, Roma Tor Vergata e Milano Statale.
Una sentenza storica per gli studenti. Libero Pensiero News ha ascoltato in esclusiva l’Avvocato, Michele Bonetti legale dell’Unione degli Universitari e protagonista della battaglia.

Avvocato Bonetti esageriamo se definiamo la giornata di ieri come la più grande vittoria studentesca degli ultimi anni?
No, non è affatto un’esagerazione. E’ la realtà dei fatti. E’ la più grande vittoria degli studenti, del diritto allo studio e dell’UDU. La sentenza consente l’immatricolazione a 1000 ricorrenti e definisce la posizione di coloro che avevano ottenuto provvedimenti di ammissione all’università con riserva. E’ una sentenza che non solo conferma l’illegittimità del concorso per l’accesso alle facoltà a numero chiuso dell’anno scorso, ma conferma ancora una volta l’illegittimità del sistema stesso del numero chiuso che blocca l’accesso al sapere. E’ una vittoria di grande significato perché cade nel ventennale dell’Udu e non avrei potuto fare regalo più grande alla nostra organizzazione. Da venti anni il Sindacato degli Studenti lotta per il diritto allo studio; i miei ricordi risalgono all’a.a. 2005/2006 quando vinsi per l’Unione degli Universitari il primo ricorso a Parma, un ricorso che voleva far entrare tutti gli studenti, anche i non ricorrenti, e scelsi così di partire dall’ultimo della graduatoria; vincere con lui avrebbe significato vincere con tutti e per tutti. Ricordo ogni singola vittoria condivisa con i miei compagni di viaggio e ricordo l’entusiasmo e la passione di ciascun coordinatore UDU, di ciascun esecutivo UDU, e delle sue basi territoriali e di tutti gli avvocati che in questi anni hanno combattuto con me. Oggi si scioglie la riserva per la prima tranche di 1000 ricorrenti e altri 6259 che sono in attesa della loro sentenza possono guardare anche loro alla vittoria. Questi giovani hanno fatto causa allo Stato italiano per studiare, hanno rischiato di essere cacciati dopo un anno di studio con riserva. Il Tribunale amministrativo ha accolto la mia tesi sul consolidamento, ovvero tutti coloro che hanno dimostrato sul campo di valere e si sono immatricolati, saranno vincitori. E’ una tesi che teorizza l’esigenza di riscatto di questi giovani, ingiustamente chiamati dalla stampa come l’esercito dei bocciati. Ragazzi che hanno avuto il coraggio di reagire ai loro piccoli insuccessi, riscattandosi sul campo, urlando contro il silenzio delle loro paure. Come Leonida contro Serse, come Falcone e Borsellino contro la mafia, affrontando le loro paure e i loro problemi che a diciottanni possono sembrare insormontabili e ti possono cambiare la vita per sempre. Il Giudice Imposimato mi ha raccontato che per Borsellino era naturale il rapporto con la paura, ma questa doveva essere accompagnata dal coraggio. Sono fiero dei miei ragazzi, i voti conseguiti e il loro impegno in questo anno è stato massimo, hanno combattuto in prima linea con me, ma anche da soli con l’impegno nello studio. Oggi non si scioglie solo una riserva, finisce un ricorso, che per tanti di noi ha rappresentato un percorso che non dimenticheremo.

Secondo Lei il Governo aderirà alla proposta dell’Udu di sanare le posizioni degli altri ricorrenti in attesa di sentenza?
Il giorno dopo i 1000 accoglimenti l’Udu ha lanciato la richiesta di sanatoria delle altre posizioni pendenti e con riserva. Reputo necessario e urgente un decreto legge di sanatoria; il test di settembre è alle porte e molti dei ricorrenti, anche se consigliati in senso diverso, si presenteranno inevitabilmente al test. Ciò da un lato alimenterà quel mercato sommerso e di speculazione legato ai test, lezioni private, scuole di preparazione, libri alphatest, Cepu, Aims etc., danneggiando i ragazzi e le loro famiglie; dall’altro potrebbe determinare squilibri nella programmazione quando, come penso, molti di loro passeranno il test, levando tra l’altro posti ai loro colleghi più giovani. Giungeremo alla situazione paradossale in cui i ricorrenti vinceranno il test e poi chiederanno il passaggio al secondo anno, con intasamento degli organi amministrativi universitari per i passaggi ad anni successivi, convalide etc. e si potrebbe arrivare così ad un primo anno con un terzo del numero degli ammessi del secondo. La sanatoria è l’occasione per ricomporre la frattura istituzionale verificatasi con lo stesso Ministero, poiché da parte nostra c’è una volontà di collaborare nell’interesse collettivo e di prevenire ulteriori contenziosi. Dall’altro si potrà finalmente porre fine alla conflittualità con gli studenti ammessi al primo anno che, come avvocato di tutti studenti, mi addolora. A Catania alcuni, a dire il vero pochi, solamente sette studenti, hanno inoltrato un ricorso contro i c.d. riservisti. La conflittualità in alcuni casi è sfociata anche in piccoli e biasimevoli atti di violenza degli uni contro gli altri.
La nostra è una rivoluzione culturale e gentile e deve accompagnarsi a messaggi di amore; dobbiamo avere la forza di percepire le ingiustizie anche quando non ci riguardano. Molti vincitori sono finiti nelle isole, al nord e al sud e per alcuni, in un sistema dove spesso le borse di studio non vengono erogate, rappresenta la possibile morte del diritto allo studio. La sanatoria dovrebbe così accompagnarsi, in primis, ad un provvedimento che consenta a chi è capitato a studiare fuori casa di ritornare in prima sede dai propri affetti.
La sanatoria è una grande occasione per tutti, dal Governo, agli studenti ammessi e ricorrenti e alle loro famiglie. Le riforme non possono essere avanzate solo sotto elezioni e il consenso più duraturo è quello che si costruisce in modo disinteressato e nel tempo.

Può descriverci le tappe di questa lunga battaglia che lei ha intrapreso con l’Unione degli Universitari, oramai oltre un anno fa?
La battaglia intrapresa da oltre un anno è stata vinta con la sentenza definitiva del Tar per il Lazio, ma la lotta contro il numero chiuso parte da lontano nel 2007, con il caso di Tor Vergata, quando fu accertata l’alterazione dei compiti di determinati candidati. Tramite un codice alfanumerico, ancora presente nei test, individuavano il compito e lo modificavano per far entrare i soliti noti. Da Tor Vergata partì dunque la nostra campagna in difesa del principio dell’anonimato e della segretezza dei compiti; poi vincemmo al Tar Campobasso, al Tar Cagliari, al Tar Firenze e al Tar Lazio. In questi anni ho girato l’Italia e le Università in lungo e largo, portando avanti anche una battaglia culturale, tra assemblee studentesche, seminari, dibattiti sul numero chiuso e ogni anno la nostra organizzazione si è preparata e formata sulla lotta al numero chiuso al Revolution Camp insieme agli studenti del liceo con i miei “workshop”. Ho sempre creduto di più ai rapporti umani e al confronto personale, anziché a quello sui media, o sui social che a mio avviso creano altri muri tra le persone. Questi contatti umani hanno creato una rete di persone in grado di organizzare in poco tempo un ricorso per migliaia di persone quando le notizie sul plico manomesso a Bari hanno cominciato a circolare e i concorrenti inviavano all’UDU migliaia di segnalazioni, in cui rilevammo che tra i primi ammessi a livello nazionale 8 provenivano da Bari. Poi è arrivato il 17 luglio, con la prima vittoria al Tar per il Lazio per tanti ricorrenti che ottenevano l’immatricolazione sovrannumeraria e che poi sono stati confermati con la sentenza del 19 giugno. Oggi questa sentenza per mille persone vuole dire che anche altri 6500 studenti che attendono “con riserva” possono continuare a crederci.

C’è stato un momento in cui avete pensato di non farcela?
No, mai. Convinti delle nostre ragioni sia in punto di fatto che in punto di diritto. Non nascondo che ci sono stati momenti di forte stress e stanchezza, ma grazie alla forza trasmessa dai nostri ricorrenti con i loro sogni, i loro ideali, la loro passione, siamo andati avanti “barra dritta”, senza arrenderci mai.

Perchè ha sostenuto convintamente la battaglia dell’Unione degli Universitari contro il Numero Chiuso?
Sin dai tempi del liceo ho sempre partecipato alla battaglie in difesa degli studenti. Dopo l’omicidio del Giudice Falcone decisi di iscrivermi alla facoltà di giurisprudenza; la mia sensibilità per queste battaglie è stata alimentata dallo studio del diritto costituzionale. Così, da avvocato e da avvocato dell’UDU, ho scelto di sposare la causa degli studenti che ho difeso non solo nella campagna contro il numero chiuso, ma anche in quella delle borse di studio, tasse universitarie, assegnazione di alloggi, didattica e tante altre battaglie che non compaiono sui giornali, ma che fanno proseguire negli studi tanti ragazzi.
La nostra Costituzione è chiara: “I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi”. Ebbene, ritengo che la selezione del test di ingresso non premi veramente “i capaci e i meritevoli” e lo stato sociale odierno non permetta a molti di raggiungere i più alti gradi dell’istruzione. Il mio pensiero va a tanti studenti vincitori del maxi ricorso i cui genitori hanno rinunciato all’iscrizione dei propri figli a medicina, perché non potevano permettersi studi così lunghi e costosi; sono episodi che ogni anno diventano sempre più frequenti purtroppo. E’ evidente dunque che i diritti costituzionalmente garantiti, quelli per cui centinaia di giovani italiani più di 60 anni fa sacrificarono la vita in nome della libertà e della democrazia, non vengono più rispettati. Non è più il tempo di “indifferentismo”, parola cara al Prof. Calamadrei. Non possiamo rimanere a guardare. Sono l’avvocato dell’Udu e combatterò questo sistema con tutti i mezzi legali consentiti.

Pasquale De Laurentis

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Nasce a Napoli. Consegue il diploma al Liceo Classico Giuseppe Garibaldi di Napoli. E’ qui eletto rappresentante d’istituto dal 2004/2005 al 2008/2009. È cofondatore del giornale scolastico “L’Idea”. Nel settembre 2008, insieme ad altri componenti del Comitato Studentesco, è ospite in uno speciale del Tg di Italia Mia dedicato alla scuola, al quale partecipano gli assessori all’istruzione Gabriele, Cortese e Rispoli. Nel 2005 inoltre, diviene il responsabile provinciale di Napoli dell'Unione degli Studenti, dove è protagonista di numerose battaglie contro l’allora Ministro dell’Istruzione Letizia Moratti. Nel 2008 partecipa attivamente al movimento studentesco dell'Onda, mentre nel 2009 si iscrive al corso di laurea in Scienze Politiche presso l'Università degli studi di Napoli l’Orientale. Da sempre grande appassionato del mondo radiofonico, nel Febbraio del 2012, è cofondatore con Lorenzo Russo di Radio TIN, evolutosi in seguito nel blog Tin Napoli. Nel Giugno del 2013 collabora con la web radio locale RadioSca, dove conduce quattro appuntamenti di Generazione X, il programma da lui ideato, insieme a Lorenzo Russo. Il 12, 13, 14 e 15 Giugno 2014, prende parte al corso di conduzione radiofonica, presso Radio Crc Targato Italia, con insegnanti Max Poli e Rosaria Renna. Da Aprile 2014 inizia a collaborare con il periodico online Libero Pensiero News, dove dal Settembre dello stesso anno assume l'incarico di coordinatore della sezione locale di Napoli e Provincia. Da Aprile 2015 intraprende la collaborazione con Radio Amore Napoli come inviato. Nel Novembre 2015 è cordinatore del ciclo di seminari ''GIORNALISMO E NUOVA COMUNICAZIONE'' organizzato dalla Testata Giornalistica ''Libero Pensiero News'', insieme all'Unione degli Universitari presso il Dipartimento di Scienze Sociali dell'Università degli studi di Napoli Federico II

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