Siria, l’Isis comincia la distruzione di Palmira

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Distruzione Palmira
Distruzione Palmira

La furia iconoclasta dell’Isis sembrerebbe non essersi placata: questa volta nel mirino sono finite le antiche rovine di Palmira, risalenti all’epoca romana e inserite nella lista dei patrimoni dell’Unesco. La città, occupata dai jihadisti un mese fa, nei giorni scorsi è stata minata e due antichi mausolei sono stati distrutti.

Il direttore delle antichità Abdel Karim Maamoun ha dichiarato ai microfoni che i mausolei di Mohammad Ben Ali, discendente della famiglia della famiglia del Profeta Ali bin Abi Taleb e di Chkaf, noto religioso di Palmira, sono stati fatti esplodere. Il primo si trova in una zona montuosa, che dista circa quattro chilometri da Palmira, mentre l’altro nell’oasi della città, a 500 metri dall’Arco di Trionfo. Come di consueto i miliziani dell’Isis hanno provveduto a diffondere immagini e video della distruzione: dai filmati sul web emerge che la causa di tale esplosione sono stati due uomini armati che indossavano bombole esplosive.

Dieci giorni fa, a detta di Maamounl’Isis aveva già dato il via alla distruzione di molte tombe all’interno di Palmira e che nel complesso più di 50 mausolei dell’antica città, ora sotto il controllo dello Stato Islamico, sono già stati distrutti. Il direttore delle antichità ha, inoltre, spiegato i motivi di tali atti: ”L’Isis ritiene che i mausolei islamici vadano contro le proprie convinzioni e vietano la visita di questi luoghi. Tutti i monumenti di marmo sono stati distrutti. Per loro, le tombe non devono essere visibili”.

Il Wahabismo, versione dell’Islam sunnita predicata dai miliziani dello Stato Islamico, vieta formalmente di visitate siti archeologici, religiosi e storici e l’intercessione di un profeta o di un santo in quanto si incorrerebbe nell’idolatria. Gli adepti di questa corrente religiosa credono il ”ritorno alla purezza e al rigore originale” possa avvenire solo tramite l’opposizione alla ”cultura contemporanea”.

Il sito archeologico, patrimonio dell’Unesco poteva essere salvato solo dall’esercito siriano, che nelle scorse settimane aveva riconquistato le aree limitrofe, ma che nulla ha potuto contro la sua distruzione. Salvo interventi militari nei prossimi giorni, il futuro di Palmira appare ormai già segnato.

Vincenzo Nicoletti

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