Buona Scuola passa al Senato e Rondolino propone di “picchiare gli insegnanti che protestano”

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Buona Scuola

Giovedì 25 Giugno il Senato “ha detto sì a un provvedimento importante per il governo e il Paese”, e se la Giannini reputa la Buona Scuola di Renzi “punto di partenza per costruire il rilancio dell’ istruzione”, sicuramente non avrà voluto intendere il rilancio di quella pubblica.

In aperto contrasto con le piazze di tutta Italia – che denunciano il nuovo disegno di Legge sull’istruzione come la trasformazione verso le politiche privatistiche, studiate per la scuola pubblica già dai governi precedenti – la fiducia in Senato ha sfiorato la maggioranza assoluta, mancandola di soli due voti a causa dei dissidenti del Partito Democratico Corradino Mineo, Walter Tocci e Roberto Ruta.

Una nuova vittoria del Governo Renzi, che dal 7 Luglio vedrà il testo della Buona Scuola alla Camera, e che vuol finire col deportare verso la morte anche la cultura, per farne un decoro all’italiana, uno strumento di competizione, o ancor peggio uno sfogo di produttività come le aziende, col particolare di incentivare i lodevoli per poi declassare i più bisognosi.

Una nuova vittoria del Governo Renzi, soprattutto se si considera il livello di conflittualità creatosi con gli addetti della scuola, i docenti, e con gli studenti, le quali proposte sembrano essere ininfluenti e inascoltate.

Un dichiarato ritorno verso le teorie di fascistizzazione del bel paese e un salto nell’omologazione del pensiero e dell’insegnamento, per padroneggiare con sicurezza la vita nella globalizzazione; e a fronte di ciò che prospetta apertamente il Premier, “la scuola dell’esclusione”, conquistano legittimità anche quegli interrogativi di chiaro stampo brutale, come quello di Fabrizio Rondolino – ex cronista dell’Unità, che rassomiglia nei toni il Benito Mussolini pronto a disertar l’Avanti!

“Ma perché la polizia non riempie di botte questi insegnanti e libera il centro storico di Roma?”, scrive in merito alla partecipata manifestazione per protestare contro la fiducia del Senato sul DdL nella giornata stessa. Un linguaggio che terrifica, e che ha commentato per Libero Pensiero News la docente e vice Presidente dell’Associazione IlluminItalia a Napoli, Patrizia Perrone, definendolo “la dimostrazione di quanto l’arroganza e la violenza si siano impossessati della comunicazione politica, specialmente sul web.”

Una tale istigazione alla violenza contro dei pacifici manifestanti è inaccettabile” considerando la delicatezza del periodo storico che ci accingiamo ad affrontare in Italia, perché, continua Perrone, “siamo alla soglia di uno scontro sociale senza precedenti, e un linguaggio così violento non aiuta.” 

luminiLa drasticità con cui irrompono nuove forme di fascismo nel paese è oramai evidente e sono pochi gli strumenti con cui mostrare una partecipazione ed un dissenso. L’Associazione di Patrizia, il 25 lo ha fatto a piazza del Plebiscito di Napoli con un flash mob: il funerale della scuola pubblica, a cui sono accorsi centinaia di docenti con un lumino rosso. “La modalità con cui il Governo sta facendo passare questo disegno di legge sulla scuola è certamente poco democratica. Come associazione IlluminItalia continueremo a batterci in difesa della scuola statale, per la democrazia  e per la trasparenza. Il ddl è anticostituzionale in molti punti, e se sarà necessario siamo pronti a manifestare ancora in piazza, a portare avanti azioni legali, e anche ad arrivare come ultima ipotesi al referendum abrogativo. La scuola statale era già disastrata dalle riforme del passato, vedi Moratti e Gelmini. Non serviva certo una nuova riforma che desse il colpo di grazia favorendo il clientelismo e aumentando il divario tra scuole di serie A e serie B. Il sud sarà penalizzato dalla Buona Scuola, ma Napoli è disposta a combattere per fermare il disastro.”

Alessandra Mincone

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