Reato di tortura, Sap e Salvini protestano

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Reato di tortura, SAP, Salvini
Reato di tortura, SAP, Salvini

Ricorderete tutti la sentenza della Corte di Strasburgo sul G8 di Genova, secondo la quale fu tortura quella eseguita alla scuola Diaz. In seguito al tanto discusso verdetto, è arrivato in parlamento un Disegno di Legge che introdurrebbe il reato di tortura da parte delle Forze dell’Ordine e che ha dato inizio alle proteste dei militari, capeggiati dal Sindacato Autonomo di Polizia (SAP).

Oggi, fuori da palazzo Chigi, assieme ai manifestanti ha presenziato anche Matteo Salvini che ha dichiarato: «La Corte europea dei diritti umani potrebbe occuparsi di altro. Per qualcuno che ha sbagliato non devono pagare tutti. Carabinieri e polizia devono poter fare il loro lavoro. Se devo prendere per il collo un delinquente, lo prendo. Se cade e si sbuccia un ginocchio, sono cazzi suoi. Idiozie come questa legge – ha aggiunto –  espongono le forze dell’ordine al ricatto dei delinquenti». Salvini coglie l’occasione per criticare anche il Capo della Polizia Pansa che «non è il miglior capo della Polizia»

A dare man forte al leader leghista, è anche il segretario generale del Sap, Gianni Tonelli, che in un editoriale scritto sul portale web del sindacato, sostiene che «Il reato di tortura, in Italia, porta con sé un pesante fardello di disprezzo ideologico, il desiderio mai sopito di ‘dare una lezione’ alle forze di polizia e agli operatori, una sorta di vendetta da parte di chi le divise non le ama e non le vuole: basti pensare che tra i promotori della legge ci sono soggetti ben noti ai nostri archivi, gente che ha fatto ‘carriera’ fomentando le piazze e che ora si ritrova in parlamento, (ben) pagata da tutti noi» E spiega che la proposta di legge introdurrebbe anche il concetto di “sofferenze psichiche”, permettendo quindi ai criminali di accusare la polizia di aver patito sofferenze non oggettivamente verificabili.

Di altra idea, sono invece Patrizio Gonnella (Antigone), Massimo Corti (Acat) e Franco Corleone (coordinatore dei garanti dei detenuti) che dichiarano: «La posizione del Sap è fuori dalla Comunità Internazionale. La polizia deve essere un corpo che protegge i diritti umani e non deve aver paura del reato di tortura» aggiungendo «Affermare che il reato di tortura sarebbe un regalo agli estremisti e ai violenti è inaccettabile. Praticamente tutti i paesi a democrazia avanzata dell’Europa hanno il reato nel loro codice. Anche il Vaticano grazie a Papa Francesco ha codificato il crimine di tortura così come chiesto dall’Onu di Ban Ki-Moon»

Contro la Lega si è mosso il PD nella figura di Walter Verini, capogruppo democratico in commissione giustizia, che ha scritto in una nota: «In queste ore assistiamo a proteste e critiche scomposte da parte dei vari Salvini di turno alla legge che introduce il reato di tortura. Io ritengo che il Parlamento abbia fatto fin qui un buon lavoro, atteso da molti anni, seppur tardivo: lo scorso novembre la Cassazione richiamava il Parlamento per non aver ancora introdotto il reato di tortura nel nostro ordinamento, rendendo l’Italia inadempiente agli obblighi della Convenzione Onu». Secondo Verini, la legge andrebbe a colpire «L’abuso o casi di violenza ingiustificata come, per esempio, quelli alla Diaz su cui, non dimentichiamolo mai, un grande poliziotto come Antonio Manganelli ebbe il coraggio di chiedere scusa».

Concordante è anche il parere di Nicola Fratoianni di SEL: «A Matteo Salvini, che considera accettabile torturare, evidemente piacerebbe che vivessimo ancora nel Medioevo. Per fortuna non è cosi, segnala solo il livello a cui è sceso per raccattare altri due voti. Sul Sap, abbiamo già detto in passato quale giudizio abbiamo. Non resta che confermarlo».

Federico Rossi

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Federico Rossi, nasce a Lucca il 12 novembre 1999 frequenta il liceo linguistico della sua città, e comincia a scrivere per Libero Pensiero da ottobre 2014.

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