Love Wins: un grande passo per i diritti dell’umanità

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Love Wins l’amore vince – così Obama commenta la storica decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti che ieri ha legalizzato in tutti i 50 Stati federali del paese le unioni omosessuali.

Dopo gli ottimi risultati ricevuti sul trattato di libero scambio e sulla riforma sanitaria, Obama, in soli tre giorni, continua a cambiare il volto di una delle prime potenze mondiali: l’America. Secondo la Costituzione americana il matrimonio è un diritto e finalmente lo diventa anche per le coppie omosessuali. Fino a questo giorno, di sicuro rivoluzionario, la decisione sui matrimoni tra persone dello stesso sesso era stata a discrezione di ogni singolo Stato e solo 37 paesi avevano preso la decisione di legalizzare le nozze omosessuali. Un primo passo fu fatto già nel 2013 quando parte del Defence marriage Act– firmato da Bill Clinton nel 1996 con la convinzione che il matrimonio dovesse essere solo tra uomo e donna – fu cancellato.

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Obama, nel suo discorso tenuto nel giardino della Casa Bianca, festeggia insieme al suo popolo la grande vittoria ottenuta. Le sue parole emozionano:

La decisione della Corte è la conseguenza degli atti di coraggio di milioni di persone, che negli ultimi decenni si sono sono pronunciate a favore di questi principi. Lentamente hanno fatto rendere conto agli americani che l’amore è l’amore

Dopo il ringraziamento ad ogni singolo cittadino che ha sostenuto e portato avanti la lotta all’uguaglianza dei diritti omosessuali ricorda le parole del grande Bobby Kennedy:

“Le piccole azioni possono essere sassolini lanciati in un lago, e le onde che sollevano creano nuova speranza e cambiano il mondo

E noi speriamo che il mondo cambi e che un messaggio forte e chiaro superi i confini dell’America e arrivi ai confini di Stati ancora restii al riconoscimento dei diritti omosessuali. Attualmente in Europa le unioni civili omosessuali sono legali solo in Austria, Croazia, Estonia, Germania, Irlanda, Malta, Repubblica Ceca e Ungheria. Fuori dall’Europa: Australia, Groenlandia, Ecuador e Colombia. Mentre nove Stati europei non prevedono nessuna tutela per le coppie omosessuali tra cui l’Italia, la Grecia, la Lituania, la Lettonia, la Polonia, la Slovacchia, la Bulgaria e la Romania.

Non sarebbe poi così male leggere il “Mito della metà” contenuto nel Simposio di Platone. Si narra infatti che gli uomini erano esseri perfetti, non mancavano di nulla e non c’era la distinzione tra uomini e donne. Ma Zeus, invidioso di tale perfezione, li spaccò in due: da allora ognuno di noi è in perenne ricerca della propria metà, trovando la quale torna all’antica perfezione.

Che la propria metà sia un uomo una donna non importa, quello che importa è che completi la metà mancante del nostro essere. La grande superpotenza mondiale l’ha capito. Resta solo da chiedersi se la nostra Italia riuscirà a far trionfare i colori dell’arcobaleno sul Colosseo e in ogni singola città così da far compiere un grande passo all’Italia e contribuire al trionfo dell’uguaglianza nel mondo.

Alessandra Vardaro

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