Napoli, lotta alla corruzione con il “Whistleblowing”

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comune di napoli lotta alla corruzione
comune di napoli lotta alla corruzione

NAPOLI –  Il comune di Napoli si mostra sempre più combattivo per la tutela della legalità all’interno della pubblica amministrazione, adotta il “whistleblowing”.

La giunta comunale in merito al piano triennale 2015-2017 per la lotta alla corruzione, ha approvato due delibere per la tutela del dipendente pubblico che segnala  gli illeciti, le  incompatibilità e le inconferibilità di incarichi presso la pubblica amministrazione nella quale lavora.
In particolare, per quanto riguarda le segnalazioni di illeciti e disposizioni per la tutela del dipendente, si intendono tutte le  ipotesi di “mala gestione”, ovvero di cattiva amministrazione (casi di sprechi, nepotismo, demansionamenti, ripetuto mancato rispetto dei tempi procedimentali, assunzioni non trasparenti, irregolarità contabili, false dichiarazioni, violazione delle norme ambientali e di sicurezza sul lavoro).

La seconda delibera invece, fa riferimento alle modalità e procedure per l’attuazione delle disposizioni in materia di inconferibilità e incompatibilità degli incarichi dirigenziali di vertice, interni ed esterni, nonché di amministratore di enti pubblici e di enti privati in controllo dell’Amministrazione Comunale. Con tale atto si provvede ad adeguare l’ordinamento interno dell’Ente, definendo modalità e procedure per l’attuazione della normativa in materia di inconferibilità e incompatibilità, come prevista dal d.lgs. 39/2013.

Il “Whistleblowing” è uno strumento legale – già collaudato negli Stati Uniti e in Gran Bretagna,  e serve per segnalare tempestivamente un comportamento irregolare, illegale, potenzialmente dannoso per la collettività.

Le segnalazioni ricevute saranno  valutate da un’apposita commissione presieduta dal Segretario Generale, dal comandante della Polizia Locale e dal dirigente del Servizio Ispettivo, i quali valuteranno la fondatezza delle circostanze e dei fatti rappresentati nella segnalazione, e daranno avvio all’accertamento dei fatti oggetto della segnalazione.

Il dipendente comunale che denuncerà i fenomeni  di corruzione sarà protetto da anonimato per evitare eventuali discriminazioni e ritorsioni da parte del “segnalato”, infatti  la piattaforma online del “Whistleblowing” mette a disposizione del “whisteblower” una casella di posta elettronica e un sistema di precauzioni idonee a tutelare la riservatezza sulla denuncia e sull’identità del segnalante.

Nel codice di comportamento dei dipendenti del Comune adottato con la delibera, la questione è specificata chiaramente: «si prevede un’apposita procedura di anonimizzazione dell’identità del segnalante, al di fuori dei casi di propria responsabilità a titolo di calunnia o diffamazione, ovvero ai fini dell’insorgenza della responsabilità ex articolo 2043 del codice civile».

Tonia Lisbino

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