La Campania si salva con l’arte

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la Campania si salva con l'arte

La Campania batte la Toscana conquistando il secondo posto per numero di visitatori in musei e siti archeologici con incassi pari a 31 milioni di euro, per l’anno 2014. Lo rende noto il MiBACT. La bellezza dell’arte salva la Campania.

 la Campania
Capri

Il turismo culturale si riconferma in Italia come motore e traino della nostra economia. In modo speciale è la Campania che registra il boom di visitatori, che per l’anno 2014 hanno rimpolpato le casse di musei e siti archeologici. Parliamo di incassi che si aggirano intorno ai 31,4 mln di euro, in significativo aumento rispetto agli anni precedenti.

La Campania, inoltre, sta contribuendo sempre più a valorizzare anche le zone interne della regione, con un’offerta turistica maggiormente variegata. I grandi attrattori turistici campani restano Napoli e gli Scavi di Pompei, da sempre richiami turistici mondiali. Da una attenta analisi economica la Campania è riuscita a sorpassare la Toscana, piazzandosi al secondo posto. E se il Lazio è primo in classifica, con 18,5 mln di visitatori, la Campania ne vanta comunque 6.596.544, che rispetto al 2013 sono in aumento di 500 mila.

Tra i siti più visitati in assoluto in Italia ci sono sono gli Scavi di Pompei, il cui numero di visitatori è aumento, mentre scende di poco il numero per la Reggia di Caserta. Nella top 30 stilata dal MiBACT ci sono in Campania ben 6 siti storico-artistici UNESCO, precisamente: il centro storico di Napoli, la Reggia di Caserta, Pompei ed Ercolano, la costiera Amalfitana, Paestum e il Parco Nazionale del Cilento, la Chiesa di Santa Sofia a Benevento, nella Longobardia Minor.

Tra questi la Reggia di Caserta ha incassato  2,3 milioni, con i  sui 428.139 biglietti venduti e a seguire gli scavi di Ercolano e il Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Infine Paestum e la Grotta Azzurra a Capri, con 254 mila visitatori. Numeri apparentemente insignificanti ma che invece non toccano solo il mondo dell’arte, della cultura e delle bellezze paesaggistiche campane, quanto l’interno apparato delle comunicazioni sia marittime che aeree. Un bilancio economico che tenendo conto del dato culturale unito a quello dei trasporti, si può ritenere più che positivo.

Per questo 2015 ci si augura, naturalmente, di raggiungere altrettanti e migliori traguardi.

Rossella Mercurio

Fonte: Repubblica

Siti UNESCO in Campania

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