È partito oggi dai luoghi simbolo della città di Napoli il pullman turistico della “Renzi PetrolTour”, le destinazioni sono i mari del Belpaese, “petrolizzati” dal governo.

11696835_937855212927418_231914218_nÈ questa la singolare forma di protesta messa in scena dai volontari di Greenpeace di Napoli, che hanno animato le piazze della città con grandi sagome colorate a forma di pullman, col marchio di un immaginifico tour operator: “Renzi PetrolTour”. I volontari di Greenpeace hanno distribuito a passanti e turisti incuriositi un volantino del tutto simile a un depliant turistico, con cui Renzi in persona invita gli italiani a scoprire le “nuove meraviglie” del Mediterraneo disseminato di trivelle e trasformato in una sorta di Texas marino.

La mobilitazione di Greenpeace riprende la campagna online TrivAdvisor, in cui parodiando un famoso portale di viaggi si immagina il triste destino che potrebbe attendere i mari italiani nei prossimi anni. Sul sito di TrivAdvisor, che in pochi giorni ha raccolto oltre 28 mila firme, si possono leggere “recensioni” di turisti al contrario, che vanno al mare per ammirare sversamenti di petrolio, cetacei spiaggiati e trivelle in azione, per godersi paesaggi deturpati, o per ascoltare le deflagrazioni degli airgun.

11667084_937855236260749_1224075242_n«Un mare pieno di trivelle e piattaforme, condito magari da qualche sversamento di petrolio: è questo il futuro che Renzi e il suo esecutivo immaginano per il turismo italiano?» si chiede Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace. Fra il 3 e il 12 giugno, infatti, il Ministero dell’Ambiente ha autorizzato ben undici progetti di prospezione di idrocarburi in mare con la tecnica dell’airgun. Nove di questi riguardano i mari pugliesi, ma l’area concessa ai petrolieri copre tutto l’Adriatico e parte significativa dello Ionio che si aggiungono a quelle nelle acque abruzzesi a pochissimi chilometri al largo della “Costa dei Trabocchi”, fino al Canale di Sicilia, dove stanno per sorgere due nuove piattaforme e dove sono state autorizzate altre prospezioni con gli airgun.

La mobilitazione contro la deriva petrolifera del governo Renzi è ogni giorno più forte, sia sui territori, sia sul web ed il successo della nostra campagna lo dimostra. Anche le istituzioni e i governi locali non stanno a guardare: in questi giorni la Regione Puglia ha deciso di promuovere un ricorso al Tar Lazio contro i decreti che autorizzano le ricerche di quelle poche gocce di oro nero che giacciono sotto i fondali. Sulla stessa strada hanno annunciato di volersi muovere la Regione Calabria e la Regione Basilicata. La contrarietà all’indirizzo energetico di questo governo, che per pochissime gocce di pessimo greggio vuol mettere a repentaglio turismo, pesca sostenibile e qualità dei nostri mari, è ampia e diffusissima. Nei prossimi mesi Renzi sarà costretto a farci i conti, e Greenpeace sarà della partita.

Greenpeace Napoli

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