Il ritorno del “Komandante” Vasco Rossi a Napoli

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Vasco Rossi a Napoli
Vasco Rossi a Napoli

È il 3 Luglio e Fuorigrotta, quartiere di Napoli, si riempie di parcheggiatori abusivi, di fan e curiosi, accorsi per il concerto di Vasco Rossi al San Paolo. C’è chi arriva da qualche paesino della Campania, in provincia di Avellino o Benevento, chi da Fuorigrotta stessa o dall’hinterland napoletano. Un vasto pubblico, che contiene più di tre generazioni. Tra gli spalti e il prato non sorprende trovare una sessantenne con il marito di qualche anno in più e una tredicenne accompagnata dal padre, più esaltato della figlia stessa.

56.000 spettatori che cantano a squarciagola, alzano le mani, vivono una giornata che si prospetta grande, proprio come l’evento che la occupa. Lo stadio simbolo di Napoli, lo stadio dei napoletani, che racchiude le urla, le speranze e i pianti per quei gol fatti o mancati, per il calcio orgoglio di questo popolo, cambia volto per lo storico ritorno dopo undici anni del Komandante.

Alle 21:26 inizia il concerto con il tema di “Zoia” di Shostakovich. Ma per le migliaia di fan la giornata inizia presto, dalle prime ore del mattino fuori al San Paolo iniziano le file. E il caldo eccezionale che colpisce la città partenopea non li ferma. Le ore più calde vengono affrontate con bottigliette d’acqua, vendute nel perimetro dello stadio da centinaia e centinaia di venditori ambulanti e comprate da altrettante migliaia di persone per affrontare file infinite e temperature torride. I cancelli, che dovevano essere aperti alle 15.30, vengono aperti solo verso le 17.00. Lo stadio inizia a riempirsi, le persone si dispongono, il cielo inizia ad imbrunirsi, il caldo si attenua e le luci del San Paolo si accendono. Lo spettacolo inizia prima dell’uscita del rocker. Fan in delirio, cori e ‘ole’ anticipano la canzone d’apertura ‘Sono innocente ma’ estratta dal nuovo album. Due ore e mezza di concerto grazie alle quali Vasco, che regge le due ore con occhi lucidi e uscite un po’ goffe e volgari, canta ventisei canzoni dai suoi successi più clamorosi come ‘Stupendo’, ‘Rewind’, ‘Quanti anni hai’, ‘Sally’, Vivere’ e tante altre, alternate ai suoi più recenti pezzi che riempiono la prima parte del concerto.

Il momento più emozionante arriva con la dedica, urlata dal palco, al grande Pino Daniele: “Napoli è mille culure, e io voglio dedicare questo concerto a un caro amico e un grande artista. Viva Pino Daniele!” e la grande platea campana non si smentisce e in un commosso ed emozionante coro, accoglie la dedica e all’unisono urla ‘Pino, Pino’. Brividi per ogni singolo spettatore e per lo stesso Vasco che più carico di prima torna a cantare fino a concludere il suo spettacolo con la canzone ‘Albachiara’. Lo stadio è un tripudio di luci, suoni, emozioni.

Il concerto finisce. Il San Paolo inizia a svuotarsi. Le strade a riempirsi. Fuorigrotta è bloccata. La tangenziale anche. Non un vigile. Tanta polizia che resta in auto a guardare una situazione frutto di una vergognosa disorganizzazione. Il pensiero che accompagna un po’ tutti nelle due ore di attesa per riuscire ad imboccare l’autostrada è solo uno, quello che li aveva spinti a comprare il biglietto e ad andare al San Paolo: un concerto di Vasco Rossi, nella, vita è sicuramente un’esperienza da provare.

Alessandra Vardaro

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