La crociata dell’Armata De Luca

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De Luca Campania
De Luca Campania

Un po’ in sordina a causa dello storico voto del referendum greco di ieri, comincia ufficialmente la nuova era De Luca alla presidenza della Regione Campania. Dopo ben 35 giorni dalle elezioni regionali del 31 maggio, dove venne eletto con oltre il 40% delle preferenze, il neo-governatore salernitano è riuscito a varcare per la prima volta le porte di Palazzo Santa Lucia.

Superato, almeno per ora, l’ostacolo della legge Severino, l’ex sindaco di Salerno dovrà affrontare una serie di problemi quantomeno spinosi. Già per oggi, forse, sono previsti provvedimenti su trasporti e ambiente.

La vergognosa e degradante situazione in cui versa attualmente la Circumvesuviana, un’eccellenza tutta campana che riesce a collegare davvero l’incollegabile, deve assolutamente avere una fine. Pochi treni, vecchi, scioperi incessanti, corse cancellate, poca sicurezza, e non si capisce ancora perché i capitreno aprano le porte ai passeggeri solo due minuti prima della partenza, causando enormi disagi, soprattutto ad anziani e diversamente abili. Il ritardo dei pagamenti degli stipendi ai dipendenti poi, dà al tutto una sfumatura estremamente cupa che lascia pensare che la risoluzione dei problemi passi per una strada lunga e tortuosa.

Altra vicenda spigolosa e, se possibile, ancora più complessa appare la situazione della sanità: l’Asl Napoli 1 ha già sforato il tetto di spesa e sono a rischio le prestazioni per radioterapia e cardiologia, mentre già a fine estate potrebbe toccare ai laboratori d’analisi.

Infine toccherà affrontare il problema forse più gravoso e denigratorio per la nostra regione, quello della Terra dei fuochi, manifesto infame di una terra un tempo bellissima nelle sue colture che sembra essersi dimenticata come si fa a sognare. Difficile se non impossibile parlarne in poche righe, ma tutti i cittadini campani non possono che augurarsi che il neo-governatore dia una spinta definitiva per il recupero di tante aree violate da qualche signore danaroso e disamorato.

Particolare attenzione rivolta alla nomina del vicepresidente, che in caso di dipartita politica di De Luca per i possibili sviluppi negativi della Severino, prenderebbe in mano le redini della Campania. Il ruolo è stato affidato al deputato Pd salernitano Fulvio Bonavitacola, fedelissimo di De Luca.

Della giunta faranno parte Serena Angiuoli (con delega ai Fondi dell’Unione Europea); Lidia D’Alessio (bilancio); Valeria Fascione (internazionalizzazione e start up); Lucia Fortini (scuole e pari opportunità); Chiara Marciani (formazione e lavoro); Sonia Palmieri (risorse umane e patrimonio); Amedeo Lepore (attività produttive).

Per la presidenza dell’aula il nome indicato è quello di Rosetta D’Amelio, componente di Area Riformista.

Ancora da chiarire la posizione in consiglio di Ncd, che sembra voler stringere alleanza col neo-governatore, la cui maggioranza potrebbe essere quindi non di 30 ma di 31 consiglieri. Sul governo De Luca anche la benedizione del premier Renzi, che ne aveva firmato pochi giorni fa la sospensione e di cui De Luca è stato uno dei maggiori finanziatori della campagna elettorale.

Non è previsto nessun passaggio di consegna rituale con l’ex governatore Caldoro, dato che quest’ultimo ha lasciato il mandato il 18 giugno.In attesa di ulteriori sviluppi comunque, non possiamo che augurarci che la nuova giunta De Luca sia più rapida ed efficiente di quelle che l’hanno precedute negli ultimi anni. Anche se lo scetticismo sembra essere d’obbligo, la speranza è l’ultima a morire.

Domenico Vitale

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