Frankestein e Nefertiti: uno scandalo scultoreo

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La regina Nefertiti governò l’Egitto insieme a suo marito nel quattordicesimo secolo a.C.  La sua bellezza vanta fama leggendaria – il suo nome si traduce infatti con “una donna bellissima è arrivata”. La nostra moderna raffigurazione della regina si deve ad un busto, rinvenuto nel 1912, collocato attualmente al Neues Museum di Berlino e da tempo oggetto di contesa tra Egitto e Germania. La bellezza di Nefertiti appartenne ad una donna che non  si limitò ad interpretare il ruolo di sposa reale, ma che rivestì un certo rilievo in politica e che dovette ricoprire ella stessa, alla morte del marito Akhenaton, il ruolo di faraone.

Per gli Egiziani, Nefertiti rimane dunque un orgoglioso simbolo di gloria della storia di una nazione. È per questo che, quando le autorità hanno commissionato una statua per l’ingresso nella città di Samalut, nel Cairo, hanno tutti pensato all’antica regina. Malauguratamente, la replica statuaria ha così scarsamente onorato la leggendaria bellezza di Nefertiti, che le autorità ne hanno comandato la rimozione, con annessa indignata denuncia di un’apparente crisi di sensibilità e degrado qualitativo dell’arte egiziana.

“Si tratta di un insulto per Nefertiti e per gli Egiziani”

così ha twittato un’accalorata donna egiziana. E un’altra ancora:

“È di cattivo gusto, orribile e priva di valore artistico”.

Molti Egiziani si sono sentiti offesi dal fallito tentativo di replicare il busto iconico ed hanno indirizzato la loro infervorata indignazione agli scultori:

“Se non sai come scolpire, non dilaniare l’autorità di Nefertiti” come ha twittato un uomo.

“Non solo hanno distorto il presente, ma il passato” e ancora “Scommetto che era questo l’aspetto della regina quattro giorni dopo la sua morte”, ha denunciato un uomo, paragonandolo addirittura a Frankestein.

Il busto è stato rimosso per ordine delle autorità e sarà sostituito da una scultura raffigurante una colomba di pace.

Caterina Puca

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