Roma e Milano: i sindaci “perdono” i loro vice

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Roma e Milano, i sindaci perdono i vice
Roma e Milano, i sindaci perdono i vice

A distanza di poche ore, giungono le dimissioni dei due vicesindaci di Milano e Roma, le due grandi città italiane. Motivazioni diverse, ma l’effetto è lo stesso: la sinistra “perde pezzi”. Vediamo i singoli casi.

Nella Capitale si parlava delle dimissioni di Nieri ormai da mesi, che sono arrivate proprio ieri e in maniera “irrevocabile”. Le cause sono molte: i contatti che l’ex vice sindaco aveva con la cooperativa di Buzzi, i contrasti col gruppo consiliare di SEL, che risultano sempre meno disposti a mantenere la poltrona al costo dello scandalo Mafia Capitale; non meno importante è stato anche il PD, che da tempo caldeggiava la sostituzione di Nieri. Queste le ultime parole da Vicesindaco divulgate tramite una nota:

«Mi rivolgo innanzitutto alle persone che, due anni fa, mi hanno concesso la loro fiducia scegliendomi come loro rappresentante in Assemblea Capitolina e facendomi eleggere consigliere comunale, carica dalla quale mi sono dimesso per accettare l’onere e l’onore di ricoprire la carica di vicesindaco e assessore di Roma. […] Mi rivolgo poi a tutti i cittadini, alle romane e ai romani, per i quali mi pregio di aver lavorato in questi due anni e per tanti anni in passato. […] Mi rivolgo ai dipendenti di Roma Capitale, per i quali ho combattuto fino all’ultimo istante. Mi rivolgo al sindaco della nostra città, che mi ha scelto e voluto al suo fianco, che mi ha difeso non una, ma molte volte dagli attacchi vili e strumentali che mi sono stati mossi, in più occasioni, in questi anni. Mi rivolgo ai colleghi di Giunta e alla maggioranza che mi ha appoggiato. Mi rivolgo, infine, al mio staff e a tutti i miei collaboratori che mi hanno permesso di svolgere il mio compito sostenendomi con infinita pazienza e grande professionalità. Mi rivolgo a tutti voi per ringraziarvi della forza, del sostegno, dell’affetto, della fiducia che mi avete concesso e mi scuso con tutti voi se oggi faccio un passo indietro, informandovi di aver consegnato le mie irrevocabili dimissioni dalla carica di vicesindaco di Roma al sindaco Marino»

Molto meno chiare sono invece, le cause che hanno portato la vicesindaco di Milano Ada Lucia De Cesaris alle dimissioni. Gli stessi colleghi di giunta sono rimasti sorpresi, come l’assessore alle politiche sociali Majorino che si è detto «colpito da una decisione di questo tipo», aggiungendo su Facebook: «Spero che Lucia ci ripensi». Dello stesso avviso è il capogruppo PD in consiglio comunale, Lamberto Bertolè: «Sono molto stupito da questa scelta, non credo ci fossero difficoltà insormontabili, c’erano normali discussioni che fanno parte della fisiologia di un confronto tra le forze politiche». Oltre i vari dirigenti comunali, provinciali e regionali, si è unito agli inviti di ripensamento anche il senatore democratico Franco Mirabelli tramite i social network: «Lucia De Cesaris ha fatto e sta facendo tanto per Milano, insieme alla giunta di centrosinistra ha contribuito a quel rinascimento della nostra città che tanti oggi riconoscono. Spero che Giuliano Pisapia sappia trovare gli argomenti, penso debba farlo, per non rinunciare al contributo di Lucia e spero che l’intera maggioranza sappia dimostrare la propria condivisione del lavoro della vicesindaco»

Di altra idea sono le opposizioni, che gioiscono per le dimissioni della De Cesaris che, secondo il consigliere Comazzi di Forza Italia «certificano la fine del centrosinistra milanese». Il gruppo del Carroccio si è invece presentato in aula con la scritta “Bella Ciao” riconoscendo all’ex vicesindaco «l’onore delle armi», e aggiungendo «Pisapia ne prenda atto, dimostri responsabilità e dia lui stesso le dimissioni, liberando anzitempo dalla morsa asfittica della sua giunta la nostra città». Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale commenta così «Oggi viviamo l’ennesimo psicodramma di una sinistra, quella milanese, che pensa (in modo assolutamente autoreferenziale) di essere un riferimento per la politica nazionale e, invece, continua a litigare e perdere pezzi».

Federico Rossi

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