Vincono Obama e i 5+1: stop alla proliferazione nucleare in Iran

0
80
Accordo nucleare Iran
Accordo nucleare Iran

Quando c’è stato da criticarli, lo abbiamo fatto. Senza risparmiarci e senza alcun trattamento di favore.

All’indomani dell’accordo sul nucleare in Iran, tuttavia, gli Stati Uniti d’America, i poliziotti del mondo, i guerrafondai, gli imperialisti, questa volta hanno fatto un capolavoro. Anche se, come spesso accade anche in questi casi, c’è sempre qualcuno a cui le cose non vanno bene.

Ma andiamo con ordine. Il 13 luglio 2015 è stato siglato uno storico accordo fra Teheran e le maggiori potenze mondiali (Usa in testa, ma anche Russia, Cina, Gran Bretagna, Francia e Germania, i cosiddetti 5+1), sul programma nucleare iraniano.

In base al patto di Vienna, le riserve iraniane di uranio arricchito saranno ridimensionate del 98 per cento, nell’ambito di un sistema di controlli internazionali da parte dell’Aiea (Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica) che vigilerà sul rispetto dell’accordo.

La riduzione colpirà anche le centrifughe, il cui numero sarà ridotto di due terzi. Di quelle rimanenti, oltre un migliaio saranno riconvertite per usi medici, per la produzione di isotopi utilizzati nella lotta contro il cancro.

In cambio, verranno rimosse le sanzioni applicate a Teheran, che hanno inferto un duro colpo all’economia del paese, su energia, commercio, trasporti e finanza. Rimarranno in vigore quelle relative alla violazione dei diritti umani. Per dare un’idea delle conseguenze della rimozione delle sanzioni, basti pensare che a breve l’Iran potrà tornare a vendere le proprie ingenti scorte di petrolio sul mercato internazionale.

Ma non è tutto. In virtù di questo storico accordo sul nucleare, l’Iran potrà aprirsi completamente, dal punto di vista commerciale, al mondo. Il che è un bene anche e soprattutto per le numerose imprese locali che da tempo aspettano di fare affari con l’estero.

L’accordo rappresenta, senza ombra di dubbio, una vittoria anche per il presidente Hassan Rouhani, che ha celebrato l’evento con dichiarazioni pubbliche di estrema soddisfazione, a cui si aggiungono le manifestazioni di giubilo avvenute nel centro di Teheran: un segno tangibile del fatto che il popolo iraniano oggi ha voglia di aprirsi al mondo, e preferisce le intenzioni di pace di un governo finalmente ben disposto verso l’esterno ai proclami bellicosi del passato recente.

Non si può negare, inoltre, che l’intesa riveste anche un ruolo simbolico molto potente, in relazione ai rapporti diplomatici fra Usa e Russia, che in questo caso hanno lavorato – e bene – fianco a fianco per un obiettivo comune: la sicurezza mondiale.

Dai negoziati esce più forte anche la figura di Federica Mogherini, Alto Rappresentante dell’Unione Europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, aspramente criticata solo poche settimane fa, ma dimostratasi, nell’occasione, un’abile e paziente negoziatrice.

Com’è normale che sia, bisogna registrare anche delle voci contrarie all’accordo sul nucleare, prima fra tutti quella di Benjamin Netanyahu, premier israeliano, preoccupato per questa apertura delle potenze mondiali verso uno stato, l’Iran, che solo pochi anni fa dichiarava, attraverso il suo ex presidente Ahmadinejad, di essere pronta a distruggere Israele.

Preoccupazioni comprensibili, bisogna riconoscerlo. Ma i tempi paiono essere cambiati, e, al momento, possiamo legittimamente ritenere di essere entrati in una nuova era diplomatica, fatta di negoziati, trattative, avvicinamenti e, soprattutto, voglia di venirsi incontro.

Carlo Rombolà

CONDIVIDI
Articolo precedenteContestazione a Napoli: “Noi con Partenope, voi con Salvini”
Articolo successivoL’olio di Palma tra Storie e Realtà
Avvocato, scrittore, lettore. Non necessariamente in quest'ordine. Ha studiato legge per quasi cinque anni presso l'Università di Bologna, per poi specializzarsi con un master in diritto delle nuove tecnologie. Nel frattempo, ha scoperto che, oltre al diritto, ci sono un sacco di altre cose che lo appassionano: la geopolitica, i viaggi, i libri, la musica. La curiosità è il suo più grande pregio, l'inquietudine il difetto. Ad entrambi, non v'è rimedio. Per fortuna.

NESSUN COMMENTO