Predestination, predestinato a fallire

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Ethan Hawke in Predestination.
Ethan Hawke interpreta il ruolo di un agente temporale che previene i disastri prima che accadano.

Predestination è uno di quei film che manca al cinema. La complessa trama tessuta dai fratelli Michael e Peter Spierig crea un’opera-cattedrale degna di questo nome, che incolla lo spettatore allo schermo per trascinarlo in ogni dialogo, in ogni luogo, in ogni epoca.

Il film si presenta come un perfetto thriller fantascientifico: il nostro protagonista, interpretato da un impeccabile Ethan Hawke, è infatti un agente temporale al servizio del governo che utilizza i viaggi nel tempo per prevenire catastrofi prima che accadano. In particolare, dà la caccia a un misterioso terrorista, “Fizzle Bomber“, autore di una strage che mieterà una quantità ingente di vittime nel marzo del 1975.

Ma Predestination non è solo azione e suspense: al centro di tutto, più che i salti tra un’epoca e l’altra, troviamo la vita della Ragazza-madre, personaggio interpretato da Sarah Snook, un’attrice australiana che ritroveremo in Steve Jobs di Danny Boyle e che qui ha mostrato solo un assaggio del suo indiscusso talento. Ripercorrendo la sua esperienza, tutti i nodi del film verranno al pettine e l’introspezione raggiungerà altezze abissali.

Più che in un thriller, sembra di trovarsi davanti un’attenta e precisa analisi del diverso, intrecciando al tema fantascientifico quello puramente psicologico. Il tutto senza mai annoiare lo spettatore, con una regia solida, una sceneggiatura attenta e che non si contraddice mai (nonostante la difficoltà del tema) grazie probabilmente anche alla base letteraria del film, il racconto breve di Robert A. Heinlein, Tutti i miei fantasmi.

Un ritorno alle origini, dunque, di quella fantascienza che mette la coscienza umana al centro di tutto, e che fa dimenticare per un’ora e mezza quella a cui siamo abituati, fatta di sparatorie con improbabili armi laser, impossibili esperimenti genetici e un fastidioso e immancabile uso della computer grafica, qui praticamente assente.

Eppure, nonostante la qualità del film, la sua originalità, la sua godibilità, questo Predestination è un film inevitabilmente predestinato a fallire e a cadere nel dimenticatoio. Davanti a franchise colossali come Jurassic World e Terminator Genesys e a tutti i cine-ghiaccioli estivi, un’opera di qualità, che non rientra nei canoni del blockbuster moderno, passa sempre in sordina, arrivando solo a quei pochi fortunati che avranno il coraggio di spendere i soldi del biglietto non per la solita minestra, ma per una bellissima opera di genere.

Non sarebbe molto meglio, dopotutto, godere di opere originali e impeccabilmente realizzate, invece che riesumare dalla tomba vecchie glorie solo per lucrare? In futuro speriamo di vedere più Predestination con immense Sarah Snook e meno Jurassic World con belle statuine che si fanno inseguire nella giungla dai dinosauri con improbabili tacchi a spillo.

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