Obama in Kenya: “L’Africa corre, ma non sui diritti gay”

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Barack Obama si è recato  in Kenya, paese natale di suo padre. Il presidente degli Stati Uniti era già stato aveva già soggiornato a Nairobi nel 2006, quando era ancora Senatore, per far visita ai suoi parenti. Si tratta di una data storica in quanto è la prima volta che la capitale dello stato africano accoglie un presidente degli USA.

Le autorità locali hanno messo in atto una vasta gamma di misure di sicurezza per garantire l’incolumità dell’illustre ospite. Una parte della città, nella quale di recente ci sono stati attacchi degli islamisti somali di shebab, è stata bloccata. Obama ha deposto una corona di gigli bianchi in onore delle vittime dell’attentato di Al Qaeda del 7 agosto del 1998 nel quale persero la vita 213 persone e 5000 rimasero ferite. Al Kenya è stato chiesta una maggiore condivisione dell’intelligence con gli USA e ulteriori misure per ridurre il terrorismo: “Il territorio in mano agli al Shabaab in Somalia è stato sistematicamente ridotto grazie al “lavoro collettivo” svolto insieme con i Paesi africani come Kenya, Uganda ed Etiopia, ma il problema non è risolto. I gruppi terroristici come al Shabaab sono sempre in grado di colpire civili”.  

Il capo di stato americano ha, inoltre, tenuto un discorso agli imprenditori americani riuniti a Nairobi in occasione del summit internazionale sul commercio incitandoli a prendere parte alla crescita del paese: “Ho voluto essere qui perché l’Africa è in marcia, l’Africa è uno dei paesi con la crescita più rapida al mondo. La gente si sta sollevando dalla povertà, i redditi stanno crescendo, la classe media è in crescita e i giovani stanno sfruttando la tecnologia per cambiare il modo in cui fare affari in Africa“.

Barack Obama è stato a colloquio con il presidente Kenyatta per la questione dei diritti umani in Africa e in particolare delle discriminazioni a danno delle persone omosessuali in atto: Sono stato coerente in tutta l’Africa: sono convinto che tutte le persone vadano trattate in modo uguale dalla legge. Devono avere la stessa protezione e lo Stato non deve discriminare. Quando si inizia a trattare le persone in modo diverso, solo perché sono diverse, quella è il momento in cui si comincia ad erodere la libertà: come afroamericano, so cosa accade quando le persone vengono trattate in modo diverso dalla legge“.   Lotta al terrorismo, crescita economica e tutela dei diritti: sono queste le basi da cui ripartire.

Vincenzo Nicoletti 

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