Erdogan: disporre dell’aiuto Nato per la guerra in Turchia

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Dopo i duri eventi delle ultime settimane che hanno messo in ginocchio la Turchia e la popolazione intera, il presidente Erdogan fa sapere che continuerà la guerra a suon di raid contro i suoi nemici: l’Isis e il nazionale Pkk.

Recep Tayyip Erdogan così si è trovato ad aprire le porte alla coalizione capeggiata dall’America e a chiedere una consultazione eccezionale Nato, per fare il punto della situazione ed essere aiutato. Fino a ieri solo 5 erano stati gli incontri di questo tipo in 66 anni di alleanza. A riunirsi a Bruxelles per la consultazione sonno stati i 28 paesi membri che, hanno espresso la loro solidarietà al governo Turco.

Difatti, per l’articolo 5 del trattato Nord-Atlantico, “se un paese membro Nato è sotto attacco, l’alleanza deve sostenerlo in ogni modo”. Il primo pensiero era quello che il presidente Erdogan potesse richiedere ai paesi membri una presenza militare massiccia e aggiuntiva in aiuto ai raid aerei, richiesta smentita dal segretario generale Jeans Stoltenberg, non dopo aver condannato le azioni terroristiche definendole una “minaccia diretta alla sicurezza dei membri dell’Alleanza e alla stabilità e alla prosperità internazionali”.

La Turchia inoltre ha chiesto la possibilità di formare una zona cuscinetto, una “safe-zone” in Siria, ovvero una striscia completamente liberata dai ribelli e dai miliziani lunga un centinaio di chilometri ad ovest dell’Eufrate. Un pezzo di terra che, fino ad Aleppo, raccoglierà 1,7 milioni di profughi Siriani. Ma questo progetto, ha detto Stoltenberg, resta da essere definito tra Turchia e Usa, poiché si tratta di un accordo bilaterale tra i due paesi.

Dopo i violenti attacchi di Suruç e quelli che portano la firma del partito dei lavoratori curdo (Pkk) Erdogan fa sapere che gli F16 non smetteranno di volare anche se, quest’azione potrebbe danneggiare il lungo processo di pace avvenuto con il popolo curdo. Il Pkk, infatti, punta il dito contro il governo imputandolo di essere stato uno dei primi sostenitori del califfato.

E mentre l’Italiano Sergio Mattarella ricorda che l’Italia resta al fianco dei paesi che in prima linea si battono nella lotta al terrorismo, dall’altra parte la Russia fa sapere che vorrebbe una coalizione anti Isis guidata dalla stessa Onu e non dall’America, così da poter fornire un contributo più massiccio.

Nel frattempo, la situazione in Turchia sembra molto calda, tutti restano in massima allerta per il rischio attentati.

Giuseppe Ianniello

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