Il Mullah Omar è morto?

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Era dal 2011 che di lui non si avevano più notizie ufficiali. Sino ad oggi, quando la BBC decide di annunciare la morte del leader storico dei talebani Mohammed Omar. Conferma che è poi arrivata da un funzionario del governo afgano all’emittente 1TvNews.

Difatti si tratta della prima volte in assoluto che il governo afferma l’effettiva probabilità di morte del mullah Omar durante una riunione dei vertici della sicurezza afgana. I Talebani però subito smentiscono la notizia, il loro leader sarebbe vivo e vegeto in Afganistan. Infatti, per avere certezze, bisogna aspettare ulteriori conferme e la chiusura dell’inchiesta aperta stamattina dal governo afgano di cui ne ha parlato il portavoce della presidenza Sayed Zafar Hashemi.

Secondo quanto dichiarato dall’emittente televisiva britannica, il Maestro (Mullah), sarebbe deceduto addirittura due o tre anni fa per via di una tubercolosi. Uno dei personaggi più influenti dal 1996 al 2001, fino a quando, dopo l’attentato alle torri gemelle l’America gli piazzò una taglia di 10 milioni di dollari.

Più volte è stato indicato come morto, notizie poi subito smentite. Difatti sul sito dell’Emirato Islamico dell’Afganistan continuano a comparire messaggi pubblicati con la sua firma e ad Aprile, gli stessi talebani hanno pubblicato un libro di memorie di Mohammed Omar indicandolo come vivo e ancora implicato nelle operazione Jihadiste.

Il Mullah era un personaggio misterioso, di lui infatti si sa sempre molto poco. Alto circa due metri, prima di diventare leader dei combattenti Mujahidin anti-sovietici, era maestro in una scuola coranica. La sua immagine è caratterizzata dall’occhio “guercio”, malformazione che leggenda attribuisce ad una pallottola o bensì ad un ordigno esplosivo russo. Conosce Osama Bin Laden negli anni ’80 e con lui inizia un sodalizio forte che iniziò con la conquista di Kabul nel settembre 1996 e durò sino al 2001, anno in cui fu costretto come il leader di Al-Qaida, a nascondersi in Pakistan a Quetta, ai confini con l’Afganistan. Comandante dei “credenti” talebani e nel 1997 fondatore dell’Emirato Islamico dell’Afganistan si narra aver preso in sposa la figlia tredicenne di Osama Bin Laden.

Giuseppe Ianniello

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