Roma e Parigi, le capitali e i migranti

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Roma e Parigi, le capitali e i migranti
Roma e Parigi, le capitali e i migranti

La situazione in tutta Europa continua a restare in uno stato di emergenza. I grandi flussi, avvertono, sono diretti verso l’Italia, la Francia e la Germania.

Una situazione molto delicata sulla quale l’Europa stessa ha difficoltà a prendere decisioni, visto anche l’inaspettato arrivo dovuto alle condizioni di vita pericolose del sud del mondo in questo periodo storico. Di certo non si può dire che fossimo pronti e, sicuramente, non si può dire che siamo tutt’ora organizzati. C’è chi di tutta questa triste storia ne ha fatto della becera politica, chi allo stesso modo ci ha guadagnato e chi, invece, si rimbocca le maniche e cerca di garantire almeno il minimo aiuto a questi viaggiatori del mare.

È la capitale d’Italia Roma a registrare un “sovraffollamento”, come ha affermato il sindaco Ignazio Marino ascoltato al Viminale: “Roma non ha le strutture per ospitare il 18/20% delle persone che arrivano sulle nostre coste”. La capitale, infatti, è divenuta il centro per tutti i migranti che vogliano restare nel belpaese o per chi desideri cercare fortuna altrove. Secondo Eurostat, oltre 35mila richieste di protezione politica sono arrivate al Ministero degli Esteri italiano nel solo anno 2014.

Il quarto paese dopo Germania, Francia e Svezia. Il paese che rifiuta meno richieste di asilo sembra essere Stoccolma, i paesi, invece, più propensi al rifiuto sono Germania, Francia e Liechtenstein: quest’ultimo è stato in grado di rifiutare tutte le richieste di asilo politico arrivate, mentre l’Italia, invece, ne ha rifiutate il 40%, un dato veramente significativo. In totale, nel 2014 sono state presentate ben 661mila richieste di asilo in tutta Europa.

Per il sindaco Marino, tutto questo, non rappresenta assolutamente un problema, bensì, “una sfida straordinaria per la città”, anche se resta preoccupato per le condizioni igienico-sanitarie e per il rischio tubercolosi. A Parigi, per far fronte all’emergenza è entrato in vigore un dispositivo chiamato DNA (Dispositif National d’Accueil) ovvero il nuovo dispositivo nazionale di accoglienza che permette a 1020 migranti di essere ospitati in un luogo consono prima di continuare il loro percorso verso una nuova destinazione o di iniziare la documentazione per la richiesta d’asilo. Da tempo la situazione nella capitale francese era diventata calda, la polizia aveva iniziato degli sgomberi presso gli stabili occupati donando, però, a tutti loro, una valida alternativa.

Giuseppe Ianniello

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