Fotovoltaico, prosegue l’avanzata cinese

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Fotovoltaico cinese
Fotovoltaico cinese

Il fotovoltaico, nel mondo, è in mano cinese; per capire meglio l’entità di questo dominio, basta dare un’occhiata ai numeri del mercato dell’energia solare.

Secondo i dati diffusi dalla National Energy Administration, l’ente regolatore del settore energetico cinese, oggi viene prodotto in Cina circa un terzo dei pannelli messi in commercio a livello globale. Per intenderci, entro la fine del 2015 verranno installati circa 55 gigawatt in tutto il mondo, 17,8 dei quali saranno di origine cinese.

Le aziende cinesi hanno quindi una posizione di leadership all’interno del mercato globale; Yingli, ad esempio, è ormai un marchio conosciuto anche tra i non addetti ai lavori, grazie agli accordi di sponsorizzazione che le hanno garantito visibilità durante i Mondiali di calcio brasiliani, ma anche Hanergy, altro colosso del settore, si sta man mano affermando come leader nell’ambito dei film sottili.

D’altro canto, anche il governo centrale non rimane con le mani in mano; è stato già messo in campo un interessante piano quinquennale di sviluppo per il periodo 2016-2020, grazie al quale si prevede una crescita rilevante del settore del fotovoltaico anche grazie a forti agevolazioni per le aziende.

Anche a livello impiantistico, il fotovoltaico cinese sta conoscendo uno sviluppo senza eguali; a Golmud, località della provincia nord-occidentale del Qinghai, sono stati avviati i lavori per quello che diventerà, nei prossimi anni, il parco fotovoltaico più grande del Paese, chiamato a produrre 200 MW di energia e coprire le esigenze di un milione di famiglie.

Il nuovo parco fotovoltaico incentrerà il proprio funzionamento su un sistema di eliostati, degli specchi capaci di migliorare la concentrazione delle radiazioni solari, con conseguente miglioramento delle prestazioni dei pannelli; anche dal punto di vista ambientale, l’impianto porterà effetti positivi alla popolazione cinese, dato che, secondo i calcoli della stessa azienda, verranno tagliate le emissioni di anidride carbonica di 896mila tonnellate all’anno.

I problemi del fotovoltaico cinese

Nonostante la posizione di leadership e gli investimenti pesanti, la Cina trova ancora grandi difficoltà nella gestione del sistema di trasmissione di energia; i problemi, in questo caso, arrivano soprattutto dalle regioni nord-occidentali del Paese, dove addirittura, secondo le stime dell’Economic Information Daily, circa il 70% dei pannelli installati risulterebbe praticamente inutile proprio in virtù delle difficoltà riscontrate nella trasmissione dell’energia da essi prodotta.

Il problema è ancora più rilevante se si pensa che, proprio nelle povere regioni del Nord-Ovest, si trovano alcuni dei più importanti impianti fotovoltaici del Paese, come quello di Dunhuang, piccolo centro nella provincia del Gansu; di recente, questo parco è diventato uno dei simboli del rapido sviluppo del fotovoltaico cinese grazie alla diffusione delle immagini satellitari dello stesso impianto scattate nel 2012 e nel 2015; il parco oggi appare in tutta la sua imponenza, propria di uno degli impianti fotovoltaici più grandi del Paese.

Nota della NASA relativa alla crescita del fotovoltaico cinese nel Deserto del Gobi

Il confronto tra le immagini satellitari del parco fotovoltaico di Dunhuang a tre anni di distanza
Il confronto tra le immagini satellitari del parco fotovoltaico di Dunhuang a tre anni di distanza

 

Alessandro Mercuri

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