Che siano chiamati figli d’arte o raccomandati, fa poca differenza, chi porta un cognome altisonante, prima o poi dovrà fare i conti con le invidie, la rabbia e la frustrazione di chi un nome dietro alle spalle non ce l’ha.

L’ultima, solo in ordine di tempo, a farne le spese è stata Aurora Ramazzotti figlia d’arte per ben due volte, sia da parte di padre che da parte di madre.

Il caso è scoppiato su web, luogo in cui Aurora, ma anche i suoi genitori, passano moltissimo tempo. La questione dolente riguarda il primo incarico della giovanissima Aurora, nel mondo della televisione, sarà lei infatti ad occuparsi di X Factor Daily, la striscia quotidiana in onda in day time, dal lunedì al venerdì, su Sky Uno HD da ottobre, con l’avvio della gara live e dopo le puntate di Selezioni di X Factor che partirà il 10 settembre. La colpa principale della Ramazzotti sembrerebbe quella di portare un cognome così importante, che l’avrebbe portata di riflesso, a ricoprire questo ruolo.

La vecchia e classica discussione sui raccomandati torna a occupare le prime pagine dei giornali scandalistici e del web. È vero, non lo si può nascondere, chi ha un cognome come il suo, prima o poi deve fare i conti, nel bene o nel male, con la possibilità di essere etichettato come raccomandato, ma è sempre e comunque corretto questo accostamento?

A difendere sua figlia, scende in capo proprio Eros, con un lungo commento sul social Instagram, dove postando la foto di una scimmia, ha scritto:

“Cari ragazzi/e, i genitori di Aurora (io sono il padre se non si era capito, non quello della foto) oltre ad aver fatto la gavetta avendo ottenuto calci nel culo e porte in faccia da quasi tutti, oggi, con la grinta e il talento che mi/ci distingueva dalla massa, fanno lavorare migliaia e migliaia di persone in quasi tutto il mondo. Sentire la becera gente attaccare Aurora Ramazzotti come quella “raccomandata” e paragonarla al nepotismo schifoso di una società marcia come la nostra, mi VIENE LETTERALMENTE DA RIDERE. Noi ci siamo fatti il mazzo per arrivare dove siamo e non abbiamo rubato, ripeto “RUBATO” nulla a nessuna e tantomeno “UCCISO”. Eravamo UMILI, e UMILI RESTEREMO e non sarà un applauso in più a cambiare la nostra visione della vita. Smettetela di nascondervi dietro un falso nome a sparare sentenze anche moooolto offensive nei confronti di chi ha piu possibilità e che verosimilmente ve le dimostrerà alla grande, sbugiardandovi alla prima occasione. Io non amo il fatto di prendere qualcuno solo perchè è figlio di, anzi, sono contro ma se tua figlia di 18 anni si mette in testa di fare una cosa e in più fa impazzire i capi di una tv, mi dite cosa posso farci??? Non c’è stato modo di convincerla che un’altra strada sarebbe stata meglio. Vediamo come si comporta, certo, se farà kakare si scatenerà il putiferio ma se ne sarà all’altezza!? !? !? continueremo a menarcela tutta la vita???”.

Forse Eros non ha tutti i torti, forse bisognerebbe dare la possibilità ad Aurora di dimostrare se e quanto possa valere. Purtroppo è passato il tempo della gavetta dura, tosta e senza soddisfazioni. Non siamo più ai tempi di De Sica, Tognazzi o Gassmann, il mondo è cambiato e soprattutto quello dello spettacolo. È vero, Aurora dà l’idea di essere una ragazzina viziata, con tutto il mondo ai suoi piedi, ma se fosse solo un’apparenza? Se Aurora fosse davvero in grado di dimostrare quello che sa fare?

In realtà così facendo, chi la critica, chi le punta in dito contro senza darle il beneficio del dubbio, non fa altro che discriminarla per lo stesso motivo per cui l’attacca, il proprio cognome. Da che mondo e mondo qualunque televisione, radio o giornale, per portare guadagni nelle proprie casse, sceglierà sempre chi con più probabilità, darà loro visibilità e obiettivamente un’Aurora Ramazzotti è molto più interessante di un qualsiasi Pinco Pallino. Con questo non dico che non sarebbe bello dare possibilità e spazio anche a chi dietro alle spalle non ha nessuno, peccato che non dipende da chi viene scelto, ma da chi sceglie. Se proprio bisogna prendersela con qualcuno, prendiamocela con loro.

Enrica Leone