Affitti per fuori sede fino a 600 euro: le città italiane non sono a misura di studente

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In questi giorni due indagini pubblicate dal Censis e da Immobiliare.it hanno dato uno spaccato della situazione degli affitti per studenti fuorisede. I dati rilevati riguardano gli affitti medi e le variazioni rispetto all’anno passato degli affitti per camere singole e doppie. I canoni più cari si registrano a Milano, Roma e Firenze mentre crescono i prezzi nelle città di Palermo, Siena e Torino ( circa + 9% rispetto al 2014 ).

«Da sempre denunciamo – afferma Alberto Campailla, portavoce di LINK – Coordinamento Universitario – come il mercato degli affitti sia una vera problematica per coloro che intendono studiare in una città diversa da quella di origine. Gli affitti medi, di 380 euro per una stanza singola e di 270 per una doppia sono molto elevati specie se si considera il fatto che i prezzi sono stabili rispetto al 2014 mentre in generale il potere di acquisto delle famiglie diminuisce.

I dati più rilevanti riguardano le grandi città come Roma e Milano in cui gli affitti per un monolocale toccano punte di ben 600 euro nella prima o addirittura di 650 nella seconda. La situazione non è migliore per l’affitto delle camere singole che a Milano toccano vette di 490 euro e di 415 a Roma. Questi prezzi sono ovviamente inaccessibili alla maggioranza degli studenti universitari che quindi si trovano costretti ad allontanarsi molto dal centro, e quindi spesso dai poli universitari, per trovare una sistemazione un pò meno cara

«Questi affitti esorbitanti  – aggiunge Campailla – sono dovuti anche al fatto che la richiesta di camere è sempre elevata, in quanto i posti negli studentati spesso non sono sufficienti e i parametri economici per poter essere idoneo alla residenza universitaria sono molto stretti.

Un mercato immobiliare di questo tipo rende molto frequenti le situazioni di illegalità e molti studenti accettano un contratto di affitto non regolare. Secondo i dati di Skuola.net, che ha condotto un indagine su 2000 universitari, addirittura 1 studente su 7 dichiara di non avere un regolare contratto. La mancanza di un contratto regolare espone questi studenti ad abusi che difficilmente saranno denunciati per questo noi in alcune città forniamo un servizio di consulenza legale gratuita agli studenti in relazione alle problematiche che possono sorgere con i proprietari della case e siamo impegnati in una attività di informazione degli studenti tramite la nostra guida all’abitare»

caro affitti« Servono risposte chiare – conclude Campailla – dalle diverse città italiane per affrontare questa vera e propria emergenza abitativa. Bisogna intervenire con mezzi di contrasto al nero, con misure che favoriscano i contratti a canone concordato e soprattutto con l’aumento dei posti letto disponibili in studentati e residenze. E’ necessario uno sforzo da parte di città e regioni per garantire il diritto alla mobilità a tutti gli studenti, indipendentemente dalla loro condizione economica di partenza »

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