Il fascino dell’ignoranza

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Il fascino dell'ignoranza
Il fascino dell'ignoranza

Cari lettori, abbandoniamo lentamente un’estate che faticheremo senz’altro a scordare. Tra ondate di calore e di migranti, schermaglie al vetriolo, docenti in rivolta e la prospettiva – chissà – del voto anticipato, non mancano gli spunti di riflessione e discussione che dovremo affrontare da qui in avanti.

Da amante delle stagioni fredde, sono contento che sia in arrivo l’autunno; da italiano non scaramantico, faccio gli scongiuri affinché l’inerzia deprimente in cui sopisce il Paese non diventi una banale normalità di rassegnazione.

Brainch

Numeri, promesse, slogan, populismi, ma soprattutto un fanatismo da curva di stadio che non rende di noi l’immagine di una nazione credibile, né civile: del resto, in Italia si può parlar di tutto, dal taglio delle tasse senza copertura alle previsioni sballate del Jobs Act, soltanto finché non inizia il campionato.

Posto che l’idea di concepire la scuola in maniera aziendalistica è uno sputo su millenni di storia e di prestigio, mi lascia un po’ di amaro in bocca constatare quanto la disinformazione e la manipolazione abbiano preso il sopravvento sulla voglia di conoscere e capire. Basta accendere per trenta secondi un televisore, o sfogliare siti e pagine dei principali organi d’informazione nazionali.

Vedo un diritto allo studio violato dalla solita superficialità italiana, un’istruzione universitaria del tutto preclusa alle fasce medio-basse, vedo la RAI lottizzata nel degrado del più becero show d’avanspettacolo, un manipolo di affaristi controllare l’informazione e prostrarsi culo a terra agli elargitori di finanziamenti per raccattare voti e favori; nel mezzo di tale torbido vortice, si muove ed agita una propaganda dell’ignoranza senza precedenti.

Così, mentre dalle pagine del Corriere o Repubblica o Libero o Il Fatto è scomparsa ogni parvenza di credibilità, in favore della più fine arte della manipolazione, per non parlare poi dell’Unità che assolda opinionisti del calibro di Vittorio Sgarbi per completare la sua trasmutazione in organo di regime, il popolo di internet può giovarsi di altri interessantissimi siti come ImolaOggi, CatenaUmana, MafiaCapitale, GrandeCocomero, il Giomale e via dicendo, su cui è possibile trovare ogni genere di falsità e di invenzioni frutto di odio, xenofobia, populismo, razzismo.

Su tali siti, e su molti altri che purtroppo vanno così di moda in rete, l’informazione defluisce dagli “ordinari” meccanismi dell’enfasi e della deviazione, per tramutarsi in un’escatologica filosofia del falso. Purtroppo, in pochi sono in grado di riconoscere una notizia vera da una bufala montata ad arte per destare scalpore ed accalappiare visite facili, facendo leva sull’ignoranza dilagante.

Si spiega allora la viziosa deriva dell’informazione italiana, affascinata dalla possibilità di monetizzare l’ignoranza e, nel contempo, plagiare la coscienza collettiva a proprio uso e consumo.

Facendo, così, dell’ignoranza un esercito di nuove reclute per i propri fini economici e politici. Perché l’ignoranza è comoda, non richiede senso critico, né una gestione delle informazioni, che vengono omogeneizzate per essere subito deglutite dal pubblico e digerite come tali. L’ignoranza è il rifiuto della responsabilità, l’aver qualcuno su cui scaricare ogni colpa – clandestini o gay, non fa alcuna differenza – e il fornire qualche distrazione mediatica nel mentre si perpetrano i peggiori crimini alla luce del sole.

Non posso dunque che ricordare le parole di Oscar Wilde in merito:

La pubblica opinione è un tentativo di organizzare l’ignoranza della gente, e di elevarla a dignità con la forza fisica.

 

Buona domenica, e alla prossima.

Emanuele Tanzilli
@EmaTanzilli

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