La Sinistra all’esame di maturità

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La Sinistra all'esame di maturità
La Sinistra all'esame di maturità

L’agenda politica dei governi europei e della stessa Unione Europea è occupata dalla questione greca, dal crollo della Borsa di Pechino, e dall’insufficienza delle politiche di immigrazione, alle quali si aggiunge una grave crisi internazionale, peggiorata dalla mancanza di un dialogo dell’Europa con le forze progressiste del Medio Oriente.

Il tratto comune di queste grandi questioni è il tema dell’effettiva rappresentanza democratica delle istituzioni europee. Banalmente, questa Unione Europea ha davvero la capacità – ceduta dagli stati membri – di prendere decisioni che riguardano le vite di mezzo miliardo di persone?

Nel mondo sono tornate forti le parole d’ordine della partecipazione, dell’allargamento della democrazia e di una crescente ribellione verso un modello di società neoliberista.

Se centrodestra e centrosinistra puntano al rafforzamento dell’Austerità per uscire da questa crisi, invece nella forte opposizione a questa ricetta e nelle possibili alternative si è formata la distinzione tra destra e sinistra nel terzo millennio.

Pur avendo le prime “aggiornato” il proprio programma conservatore, sovranista e nazionalista, che punta principalmente all’uscita dalla moneta unica, diverso e molto tormentato è il percorso di quest’ultime: in Grecia Syriza, partito unico della sinistra radicale, e il suo leader Alexis Tsipras, giovane, capace di conciliare le radici della sinistra classica con l’apertura alla società e ai movimenti, sono a nuove elezioni dopo aver fallito i negoziati sul debito greco, per i quali sono stati eletti; negli ultimi 5 mesi di trattative, il progetto riformatore di Syriza è stato fermato dall’intransigenza della Germania, che ha costretto il Governo greco a una nuova stagione di rigore, e che ha provocato una dolorosa scissione nel partito del Premier dimissionario, così come nel fronte di solidarietà costruito dalle sinistre europee in questi anni.

Nonostante gli errori comessi negli incontri con i guardiani dell’Austerità, Tsipras ha avuto il merito di essere riuscito a imporre al centro del dibattito politico mondiale il tema della sostenibilità del debito europeo, nonché della mancanza di democrazia di un’Europa a trazione tedesca: la sua battaglia ha portato anche alla scissione della Troika, con l’importante apertura del Fondo Monetario Internazionale sul taglio nominale del debito greco e, in Spagna, all’ascesa di Podemos, rivitalizzando una sinistra radicale prima in difficoltà negli stati membri dell’UE.

Tuttavia la vicenda della Grecia evidenzia come sfugga ancora a molti pensatori e commentatori politici la questione più importante della sinistra, al di là del dibattito sull’abbandono della moneta unica o della stessa UE: come può riorganizzarsi e riportare la politica, sottomessa all’economia, dal controllo degli organismi sovranazionali al controllo del popolo sovrano, nonostante rapporti di forza ostili?

Quest’autunno ci verrà data una risposta.
I prossimi appuntamenti per la sinistra sono in Spagna e di nuovo in Grecia, per provare a capovolgere con una forte elezione popolare quei rapporti di forza, ora a vantaggio dei neoliberisti di Merkel e Schaueble, in vista del summit sul debito col FMI.
Come fa notare Pierfranco Pellizzetti su Micromega, non basta il richiamo al passato nella modernità o una straordinaria capacità comunicativa, altrimenti una stagione di rinnovamento si spegnerà tra il “vorrei ma non posso” e il “sono tutti uguali”; la sinistra europea ha bisogno di una strategia coordinata, rifacendosi al concetto di democrazia come costante progresso umano, che non scordi la lotta tra umili e potenti e imparando a sfruttare i vincoli politici che l’Europa unita comporta.

E in Italia? Con un dibattito schiacciato sul programma soprattutto moralizzatore e giustizialista del Movimento Cinque Stelle e incapace di porsi come alternativa al conservatorismo di Renzi, la sinistra è ancora molto lontana dall’occasione storica che ha in Grecia e in Spagna.

Eduardo Danzet

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