Trainspotting 2: sarà “Porno”

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Trainspotting
Da sinistra verso destra Sick Boy (Jonny Lee Miller), Renton (Ewan McGregor), Tommy (Kevin McKidd) e Spud (Ewen Bremner)

Da diversi anni ormai si parla di un sequel di Trainspotting, film cult del 1996 diretto da Danny Boyle e tratto dall’omonimo romanzo di Irvine Welsh.

Ad alimentare queste dicerie è lo stesso Danny Boyle che, nel 2013, aveva dichiarato che era nei suoi progetti realizzare un sequel di Trainspotting entro il 2016, a distanza di vent’anni dall’uscita del film.

A quanto pare Danny Boyle è uno che mantiene le promesse. Infatti, in un’intervista rilasciata al Telluride Film Festival, all’anteprima della sua nuova pellicola, Steve Jobs, il regista ha confermato che ormai è solo una questione di tempo: Trainspotting 2 ci sarà insieme a tutto il cast originale e sarà “Porno”. Ha infatti dichiarato:

” Tutti e quattro i protagonisti vogliono tornare a farlo. Ora è solo una questione di far quadrare le loro agende, cosa complicata perché due di loro sono impegnati con delle serie TV”.

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Danny Boyle

Ewan McGregor aveva infatti confermato che gli sarebbe piaciuto tornare ad nei panni di Mark Renton e a quanto pare il suo entusiasmo è condiviso dai suoi colleghi. Tuttavia gli impegni di Robert Carlyle e Jonny Lee Miller, impegnati rispettivamente sui set di Once Upon A Time e Elementary, potrebbero prolungare l’assenza di Trainspotting sul grande schermo ancora per un po’ di tempo, forse oltre il 2016.Trainspotting_movie

Parlavamo di porno. Infatti, la sceneggiatura di questo secondo film, già ultimata dallo sceneggiatore del primo Trainspotting, John Hodge, non vede più i nostri bravi ragazzi scozzesi Renton, Sickboy e Spud alle prese con l’eroina, ma con un nuovo, disperatissimo, tentativo di fare fortuna: l’industria del porno. La sceneggiatura è infatti basata sul seguito letterario di Trainspotting, Porno, uscito nel 2002 e scritto da Irvine Welsh.

C’è chi si chiede se questo sequel non sia solo un pretesto per fare soldi facili su di un film cult, emblema degli anni ’90 come Trainspotting. Ma quando registi, sceneggiatori e attori sono così entusiasti di lavorare di nuovo insieme per qualcosa in cui credono, è difficile che il pretesto sia semplicemente il denaro e non la passione di tante persone pronte a emozionarci e a emozionarsi con la loro arte. Anche se, parlando di Trainspotting, più che emozionati, saremo piacevolmente disgustati.

Davide Romano

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