Dove sta andando il M5S?

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Nella sua visita a Brescia, per festeggiare i 10 anni di attività di uno dei primi MeetUp sul territorio nazionale, Grillo porta a compimento una riflessione collettiva sulla salute e sulle evoluzioni della “sua” creatura.

Solo 2 anni e mezzo fa, il M5S era entrato con uno storico 25% alla Camera dei Deputati; un exploit seguito dalle prime critiche sull’organizzazione della democrazia diretta, nonché sulla questione dell’indipendenza dei portavoce parlamentari: il controllo dei cittadini si è scontrato più volte col decisionismo del blog di Grillo, epicentro dell’intero Movimento.

Nel suo intervento, il guru 5 Stelle certifica lo stato di salute del suo movimento e ne ripercorre con ironia la storia, citando ad esempio il rapporto con Gian Roberto Casaleggio, nella sua battuta sulle cinque telefonate al giorno. Non manca un attacco populista al mondo politico, descritto come un nemico senza umanità.

Tuttavia il momento che merita particolare attenzione è l’ammissione dell’impreparazione del MoVimento alle politiche del 2013, affermando “incameravamo chiunque”.

Questo punto viene ripreso costantemente da Grillo in tutto il suo discorso, nelle prime battute come soprattutto nelle conclusioni. Quanto sostiene è che prima nel M5S entrassero anche persone senza le minime competenze, che definisce un po’ frustrate, che le hanno tentate tutte per una poltrona (allusioni agli espulsi?), complimentandosi coi nuovi attivisti, i professionisti.

È un capo che per la prima volta parla di maggiori regole da applicare alla selezione dei candidati al Parlamento, per evitare gli errori del passato; d’altra parte, col suo atteggiamento da capopopolo, rassicura gli iscritti sulla tenuta ai valori fondanti del MoVimento.

Quest’ammissione tra i denti della validità delle critiche degli avversari, segna in realtà l’inizio di una vera e propria rivoluzione partitica del M5S, che parte proprio dalla riorganizzazione dei MeetUp.

E quale luogo e quale occasione migliore per introdurla? Ovviamente in uno dei più longevi d’Italia, in occasione del bilancio dei suoi 10 anni di attività.

Questa svolta storica per una forza politica così giovane viene introdotta a gennaio, con una Lettera ai territori, con la quale, istituendo il Direttorio, si costituiscono veri e propri dipartimenti, come nei partiti tanto disprezzati dalla base grillina. Invece nella lettera risalente a luglio, vengono messi ulteriori paletti nell’organizzazione del M5S, affermando che i MeetUp, coordinati da Di Battista e da Fico, da soli non ne sono automaticamente parte: non possono usufruire del logo, neanche modificandolo, possono solo essere legati a temi locali, quindi non possono essere organizzati a livello regionale o nazionale, e i membri non possono parlare a titolo del blog o dell’organizzazione.

Il motivo di questo cambiamento è da ricercare negli ultimi sondaggi, che riporta i grillini in ripresa, imponendoli a dotarsi di una strategia per battere il PD. Non a caso il tema della kermesse autunnale di “Italia 5 Stelle”, a Imola, è il M5S al Governo.
In questa prospettiva la stessa comunicazione cambia. È un Grillo che continua a smorzare la sua retorica aggressiva, che lascia maggiore spazio agli stessi toni pacati e rassicuranti – ma non meno pungenti – dell’intervista a La7.

Tuttavia basterà questa fase 2 a sciogliere le ultime riserve sulle proposte sull’immigrazione? Conterà più dei controversi elogi all’Ungheria dell’estremista di destra Orbàn?

Intanto alle polemiche si aggiungono le preoccupazioni degli attivisti più anziani sulla loro carriera nelle istituzioni, riportate da Andrea Tornago sul Fatto Quotidiano: infatti in un post del 2 settembre, Grillo afferma che i criteri delle prossime Parlamentarie saranno gli stessi del 2013, contenenti tuttavia il limite di un solo mandato.

Dunque nell’appuntamento di Imola si traccerà un percorso aperto ad ogni possibile evoluzione, nuovo e sconosciuto per chi si è trovato, in così poco tempo, dalle piazze al Parlamento.

Eduardo Danzet

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