Teatri napoletani: taglio dei fondi alla cultura

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NAPOLI – Dopo i tagli del ministero dei Beni Culturali, i teatri campani hanno annunciato, nel foyer dell’Augusteo, di voler presentare ricorso al Tar.
Luigi de Magistris, inoltre, ha attaccato il direttore del ministero Salvo Nastasi: «Voi impugnerete il decreto, noi come Comune siamo pronti a impugnare la sua persona visto che ora ce lo ritroveremo a Napoli».
Ciò è riferito alla nomina di Nastasi come commissario di Bagnoli, scelta con la quale il sindaco si è ritrovato totalmente in disaccordo.
Sebastiano Maffettone, consigliere culturale del governatore Vincenzo De Luca, ha preso le difese di Nastasi, prima che de Magistris potesse intervenire.
All’assemblea hanno partecipato circa 200 persone, tra artisti e tecnici.
Erano presenti le 15 compagnie napoletane che si sonO ritrovate con l’annullamento di circa 550 mila euro di contributi.
Vi erano inoltre direttori e proprietari dei principali teatri della città, che negli ultimi tempi hanno subito un’ingente mole di tagli.
«Non sono bastati i 165 milioni del fondo unico dello spettacolo – affermano i vari operatori culturali- per cui sono stati recuperati altri 5 milioni togliendoli alle piccole e medie compagnie.»
«Si dia la possibilità – dichiara Nino Daniele, assessore alla Cultura del Comune – a chi è stato escluso dai contributi quest’anno di presentare la domanda l’anno prossimo e non aspettare il triennio come prevede il decreto. Bisogna anche mettere mano alla Gianni Pinto “Cinque milioni tolti alle piccole compagnie”, legge regionale.»
Basti pensare che negli ultimi 5 anni il fondo per lo spettacolo di Palazzo Santa Lucia è stato dimezzato, arrivando da 21 milioni a meno di 10.
Vi è stato inoltre un mancato riconoscimento di “teatro di rilevante interesse culturale” a “Teatro Nuovo”, “Bellini”, “Enzo Moscato”, “Galleria Toledo” e “Le nuvole”.
Non sono state concesse le richieste di sovvenzione a “Cilea”, “Sannazzaro” e “Totò” e sono stati tagliati 65 mila euro al “Teatro Augusteo”.
«Roma nega cosi posti di lavoro.», spiega Gianni Pinto, vicepresidente di Artec, associazione teatro Campania venti mila giornate lavorative.
«Cercheremo di dare una mano – assicura Maffettone – Ma le istituzioni non devono fare le barricate. Nastasi lo conosco, è una risorsa.»
Tale affermazione ha scatenato l’ilarità del sindaco che ha affermato: «Vuoi dire che quando andremo dal direttore del ministero, che nel frattempo ha fatto carriera, ci porteremo Maffettone per essere raccomandati.»
Per sanare questa situazione, de Magistris ha proposto di finanziare i distretti culturali di Napoli con i nuovi fondi europei del programma 2014-2020.

Chiara Esposito

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