L’Ungheria continua con la sua politica di repressione nei confronti dei migranti. Dopo la barriera di filo spinato lunga 175 km, il premier Viktor Orbán ha ordinato la costruzione di una porta blocca-ferrovia lungo la linea tra Subotica (Serbia) e Szeged (Ungheria) in modo da sbarrare la strada a chiunque intendesse raggiungere il territorio ungherese a bordo di un treno. Questa nuova barriera, a detta del leader conservatore, contribuirà a bloccare del tutto i flussi, impedendo l’accesso a chiunque tenti di aggirare la rete di filo spinato tramite l’utilizzo della linea ferroviaria.

L’afflusso migratorio dalla Serbia all’Ungheria è da record: l’Ansa ha contato 200 migranti nel corso di dieci minuti. Nei giorni scorsi, tra mercoledì e giovedì, circa 5000 persone, 3000 delle quali a bordo di un treno, hanno tentato di varcare il confine. È per questo motivo che il Governo di Budapest è giunto a tali misure.

Orbán, intervistato di recente a Budapest dai giornalisti ungheresi, ha dichiarato che i migranti rifiutano ogni tipo di collaborazione con le forze dell’ordine, che non si vogliono registrare e assediano le stazioni; ha elogiato, in tale frangente, l’operato della polizia che «in una situazione di estrema emergenza per l’enorme afflusso di migranti illegali fa diligentemente il suo lavoro, senza ricorrere alla forza».

In questi giorni, il Parlamento ungherese sta approvando una legge che prevede l’arresto per chi entra illegalmente in territorio ungherese, che entrerà in vigore a partire dal 15 settembre. Secondo il Ministero degli Interni i cambiamenti sono necessari per accelerare e migliorare l’identificazione dei legittimi richiedenti asilo e permettere l’espulsione dei clandestini.

In vista del nuovo Consiglio Europeo straordinario in materia di immigrazione, non sono mancate le critiche a Orbán da parte di alcuni noti politici europei.

Per l’intolleranza e il dispotismo mostrati, il presidente della Commissione Europea Juncker lo ha soprannominato Viktator Orbán e il cancelliere austriaco Faymann ha paragonato il trattamento dei rifugiati in Ungheria alla deportazione degli ebrei nei campi di sterminio da parte dei nazisti. Budapest rispedisce le accuse ai mittenti e sostiene che quello dei profughi «è un problema della Germania».
Le accuse di autocrazia di note personalità europee non sembrano scalfire il Primo Ministro Orbán e anzi lo rendono più forte. Viktator contro tutti, l’Europa riuscirà a fermarlo?

Vincenzo Nicoletti

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Vincenzo Nicoletti nasce l’11 dicembre 1994 a Vallo della Lucania e si trasferisce con la famiglia a Brescia dove attualmente vive. Da sempre appassionato di lettura, viaggi, diritti umani e ambiente ha sviluppato una forte curiosità per il mondo che lo circonda nelle sue molteplici sfaccettature. Collabora con Libero Pensiero News come coordinatore della sezione Scienza.