Rete della Conoscenza: “Apriamo scuole ed università all’accoglienza”

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Rete della Conoscenza

Mentre a livello europeo continua la confusione per la gestione dell’emergenza, l’Alto Com­mis­sa­riato Onu per i rifu­giati chiede a Ita­lia e Gre­cia di creare “imme­dia­ta­mente” dei cen­tri di acco­glienza. La Rete della Conoscenza, L’Unione degli Studenti e Link-Coordinamento Universitario lanciano la proposta “Scuole ed università #senzaconfini” per attivarsi concretamente per l’accoglienza.

RetedellaconoscenzaDopo la giornata di ieri di “marcia delle donne e degli uomini scalzi” con manifestazioni in tutta Italia – dichiara Danilo Lampis, Coordinatore Nazionale Unione degli Studenti – riteniamo necessario dare un segnale concreto di impegno per l’accoglienza e la solidarietà attiva. Per questo abbiamo lanciato la proposta “Scuole ed università #senzaconfini”, che prevede l’utilizzo delle palestre e degli spazi di scuole ed università per promuovere una accoglienza che veda il protagonismo attivo degli studenti. Intendiamo promuovere come studenti esperienze di mutualismo capaci di dare strumenti di integrazione a chi intende restare, attraverso lezioni peer-to-peer per insegnare ai migranti l’italiano ed agli italiani le loro lingue, arricchendo la comunità con eventi multiculturali. La proposta ha un valore simbolico altissimo: è a partire dai saperi, infatti, che  si può ribaltare il punto di vista e costruire una conoscenza reale delle ragioni geopolitiche e materiali che costringono queste persone a fuggire dalle proprie case, abbattendo il pregiudizio.”
“Per noi questa proposta” – continua Alberto Campailla, Coordinatore di Link – Coordinamento Universitario – non nasce solo dalla volontà di promuovere attivamente come studenti soluzioni concrete, ma soprattutto dalla necessità di coinvolgere attivamente la società civile nei processi di accoglienza. Riteniamo che scuole ed università siano i luoghi più adatti per costruire comunità attorno ai migranti, immaginare iniziative sociali e studentesche, costruire un modello di accoglienza che non sia di mera gestione dell’emergenza in termini numerici, ma sperimentazione di processi collettivi di apertura delle comunità.
La giornata di ieri ha dimostrato che, mentre i vertici europei sono ancora nel caos, qui siamo pronti alla solidarietà attiva.” – conclude Riccardo Laterza, portavoce nazionale della Rete della Conoscenza – “Chiediamo però che non si proceda più con la retorica dell’emergenza e si costruiscano risposte politiche di lungo termine con la totale revisione dei trattati di Dublino, l’abolizione di Triton e Frontex Plus, l’apertura di corridoi umanitari, la chiusura dei CIE. E’ impensabile vivere in una fortezza Europa che privilegia la circolazione dei capitali ai diritti di autodeterminazione delle persone.
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