Rifiuti: la Terra dei fuochi torinese

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A San Gillio, in provincia di Torino, dei cittadini locali hanno denunciato alle forze dell’ordine la presenza di rifiuti tossici in un capannone industriale abbandonato visibili dall’esterno. I militari del Comando provinciale della Guardia di Finanza, sono entrati nell’area per verificare quanto segnalato e hanno trovato 450 tonnellate di rifiuti speciali pericolosi all’interno dell’area che si estende per circa 5000 metri quadrati.

I ”baschi verdi”, dopo aver individuato il proprietario, hanno effettuato dei controlli sui cumuli di materiale in collaborazione con l’Arpa Piemonte confermandone l’alto grado di pericolosità. I rifiuti abbandonati sono riconducibili alla precedente attività di un officina meccanica e elettromeccanica di stampaggio materiali a freddo ora dichiarata fallita e in parte alla società immobiliare che attualmente occupa il sito.

La Finanza ha sequestrato la maggior parte dei rifiuti tossici tra cui 430 tonnellate masserizie provenienti da lavori di demolizione, 12 tonnellate di lastre di eternit e 6 quintali di oli esausti da decontaminare che avrebbero potuto finire negli scarichi per il recupero dell’acqua piovana causando seri danni alla popolazione limitrofa. Il proprietario dell’area è stato denunciato per deposito incontrollato di rifiuti e segnalato al Comune per la sua attività illecita e nel frattempo sono in corso ulteriori accertamenti.

I complimenti del Ministro Galletti per l’operazione sui rifiuti

Al termine dell’importante operazione il Ministro dell’Ambiente Galietti si è complimentato con le Forze dell’Ordine per il lavoro svolto: “Le mie congratulazioni per l’ importante operazione che ha permesso il sequestro di 450

Immagini dell'ispezione che ha portato alla scoperta dei rifiuti pericolosi
Immagini dell’ispezione che ha portato alla scoperta dei rifiuti pericolosi

tonnellate di rifiuti pericolosi nel Torinese. Contro chi avvelena il nostro territorio abbiamo scelto di condurre una battaglia senza quartiere, affiancando al tenace lavoro di magistrati e forze dell’ordine l’ introduzione degli ecoreati nel Codice penale”. Circa un mese fa erano a Givoletto, un comune limitrofo era stata scoperta una ”bomba ecologica”: acido cloridrico, acido solforico, cloruro ferrico, acque di galvanica, solfati, oli esausti e vernici poliuretaniche abbandonati nel cortile di una ditta fallita lo scorso anno. La lotta è ancora lunga, ma un significativo passo in avanti è già stato fatto. I cittadini del torinese ora potranno dormire sonni più tranquilli.

Vincenzo Nicoletti

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