Caparezza sbarca ad Acerra con il suo Museica tour

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Giovedì 17 settembre 2015 Caparezza, al secolo Michele Salvemini, ritornava in Campania in occasione del Pulcinella Music Fest nella città di Acerra, vicino Napoli.

Il Capa presenta ai fan il suo ultimo disco “Museica”, che a distanza di tre anni da “Il sogno eretico”, è il suo primo album che raggiunge la prima posizione nella classifica degli album più venduti in Italia.

Ed è così che ad Acerra inizia un viaggio straordinario nel museo del nostro Caparezza. Si apre con la “Canzone dell’entrata“, che come deducibile dal titolo, è il brano di apertura del disco, nonché canzone di intrattenimento mentre si fa la fila per entrare nel suo museo.

Si parte subito con energia e fra i brani arriva “Avrai ragione tu”, singolo in cui l’artista ritratta le sue posizione e si scusa con i bersagli delle sue invettive, ma solo perché glielo ordina “il plotone di bolscevichi che alberga nella sua testa”. Quadro da cui trae ispirazione: Dmitry Vrubel – My God, help me to survive this deadly love.

E così entusiasma come non mai questa gita al museo e la galleria si colora di musica, messaggi e quadri da cui Salvemini ha tratto ispirazione come:

  • “Mica Van Gogh” primogenita dell’album, accompagnata da Natura morta con Bibbia del suddetto artista
  • “Non me lo posso permettere”, la frase più pronunciata di questi ultimi anni, Francis Bacon – Three studies of Lucian Freud
  • “Cover”, primo estratto dell’album dove l’artista pugliese ha mostrato ai suoi fan copertine di vari album come: Innuendo dei Queen, War degli U2, Nevermind dei Nirvana ecc. insieme all’opera di Andy Warhol- Banana.
  • “Fai da tela”, (brano preferito di Caparezza): ognuno di noi è una tela bianca che viene dipinta dai giudizi altrui, si vive allora, nell’illusione di noi stessi, ma alla fine siamo il prodotto della fantasia degli altri, ispirato da Frida Kahlo con The little deer. 

Termina la visita guidata con “Canzone all’uscita”, Caparezza conduce i visitatori verso l’uscita del museo. Il brano svolge “una sorta di riassunto di ciò che hanno visto per inoculare loro la voglia di ritornare in galleria e ricominciare il viaggio.”

Quello nel museo non è solo l’unico viaggio. Si ritorna indietro nel tempo con “Io vengo dalla Luna”, “Sono un eroe”, “Abiura di me”“Vieni a ballare in Puglia”“Ilaria condizionata”“Il dito medio di Galileo” e con “Fuori dal tunnel”, indubbiamente il suo singolo più famoso che lo ha portato alla popolarità.

Infine Caparezza lancia un monito: il 18 settembre, si ricorda della strage di Castel Volturno, detta anche strage di San Gennaro. Fu un fatto di sangue causato dalla camorra ai danni di un gruppo scissionista del clan dei Casalesi, con il solito risultato: la morte di innocenti, tra cui sei immigrati. Il Capa invita a non dimenticare perchè “noi siamo contro la camorra e la discriminazione razziale”. 

Come sempre Michele Salvemini non annoia mai e fra divertimento, cultura e buona musica è sempre capace di lanciare spunti di riflessione a tutti quelli che lo ascoltano. Si conclude così questa serata passata nell’acerrano, come sempre degna del solito Caparezza.

Lisa Zaffinelli

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