Pozzuoli riscopre il Rione Terra

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Quanti conoscono la meraviglia storico-archeologica del Rione Terra? Forse davvero pochi. È un agglomerato urbano della città di Pozzuoli, testimone unico delle civiltà succedutesi sul territorio dalla prima colonizzazione greca fino ai tempi moderni. Abitato fino agli anni ’70 del Novecento, fu poi sgomberato per la notizia di una presunta crisi bradisismica, ma ciò che danneggiò maggiormente il Rione Terra fu il terremoto dell’Irpinia del 1980. Da allora è stato oggetto di un lungo lavoro di riqualifica e restauro durato fino ad oggi  ed ora il sindaco Vincenzo Figliola può finalmente annunciare la fine dei lavori e la riapertura dei percorsi archeologici che saranno attivi già dal prossimo ottobre. È un grande passo avanti per l’amministrazione puteolana e ancora di più per il territorio campano che può annoverare tra le migliaia di attrazioni turistiche anche quella del Rione Terra, per troppi anni escluso dal circuito economico-turistico della regione. Probabilmente la generazione degli anni’50 ricorderà bene la storia del Rione Terra ma le generazioni più giovani di certo non hanno fruito di questa importante testimonianza storica  della civiltà greco-romana, che per secoli ha dominato questi territori.

Sito archeologico Rione Terra
Sito archeologico Rione Terra

La grandezza ed unicità di questo sito sta nella “stratificazione” architettonica che comprende le diverse civiltà succedutesi. L’esempio più lampante è il Duomo di Pozzuoli che fu edificato sulle mura dell’antico tempio di Augusto, che a sua volta inglobava un tempio romano della prima repubblica risalente al 194 a.C. Inoltre al di
sotto del Rione Terra c’è un intero percorso archeologico di 2000 anni fa
, perfettamente conservato che rende bene l’idea di cosa doveva essere il sito già migliaia di anni fa, configurandosi come un museo a cielo aperto della storia puteolana dal 500 a.C fino ad oggi.

cattedraleIl progetto completo di valorizzazione si concluderà il prossimo anno, probabilmente nell’ottobre 2016, come deciso durante l’incontro di martedì 8 settembre tenutosi nella Basilisca della Cattedrale di San Procolo. Già sono aperte al pubblico e fruibili la Cattedrale, la sede del Comune e della Curia vescovile e il percorso archeologico che da fine settembre ad inizio gennaio aprirà tutti i sabato e le domeniche, in via sperimentale e in modo del tutto gratuito. Nel progetto infine, è prevista l’apertura di strutture turistiche e recettive con 160 posti letto.

Agnese Cavallo

 

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Agnese Cavallo, nasce a Napoli il 14 novembre 1985. Da sempre appassionata di classicità, da quando il padre le raccontava i miti greci e l’Odissea in lingua napoletana, decide che la letteratura e le materie umanistiche saranno il suo futuro. Si iscrive, così, al Liceo classico Quinto Orazio Flacco di Portici (Na) e continua l’esperienza umanistica alla Facoltà di Lettere Moderne della Federico II di Napoli. Consegue la Laurea triennale nel 2013 con 103/110, presentando una tesi sull’opera di Francesco Mastriani “i Vermi. Studi storici sulle classi pericolose in Napoli”, importante giornalista e scrittore di feullitton napoletano di fine ‘800. Il giornalismo, infatti, è da sempre una passione e, quasi, una vera missione. Convinta che i giornalisti siano spesso persone lontane dalla realtà, pronti, più che alla denuncia alla gogna mediatica, nei suoi articoli preferisce una sana soggettività volta all’etica e al sociale anziché un’oggettività moralistica e perbenista. Nel febbraio 2012 inizia la sua esperienza con il giornale “Libero Pensiero” prediligendo il sociale, la cronaca, la cultura e anche la politica. Il suo argomento preferito? Napoli, tra contraddizioni e bellezza.

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