Non è solo il vino a migliorare con l’età: anche se il primo modello è stato presentato quattro anni fa, le moto Aprilia RS4 si difendono ancora alla grande. E basta dare un occhio al Mondiale Superbike per capire perché…

Gli appassionati di motociclismo troveranno ripetitive le prossime righe, ma per tutti i “neofiti” è bene partire da qualche informazione. Da ormai quattro stagioni, nel Mondiale Superbike c’è un motore che domina su tutti, ovvero l’Aprilia RS4, che in particolare nel 2014 è riuscito a centrare la “doppietta” del titolo piloti (con Sylvain Guintoli) e costruttori. A differenza di quanto accade nella MotoGp, le moto di questa classe sono derivate dalla produzione di serie delle case partecipanti: ovvero, si tratta di modelli che è possibile davvero acquistare e guidare sulle strade quotidiane.

Le “Replica”. Questo è solo uno dei motivi dell’affetto (e del successo) verso la Aprilia RS4 125 Replica, che come suggerisce il nome riprende le caratteristiche sviluppate su quella che effettivamente è scesa in pista. Anzi, questa moto è stata progettata con la stessa cura per l’aerodinamica, un telaio di derivazione SBK e una livrea che abbandona il nero tradizionale per passare a colorazioni metalliche e argentate, esattamente come accaduto per le “sorelle maggiori” guidate nel 2014 da Marco Melandri e Guintoli (con ottimi risultati).

Segnali di potenza. L’Aprilia RS4 125 Replica è dotata di un motore monocilindrico da 125 cc limitato a 15 CV, quattro tempi e quattro valvole, a iniezione elettronica e raffreddamento a liquido, con il sistema DOHC (doppio albero a camme in testa) che assicura una raffinata distribuzione: insomma, massima potenza possibile per la cilindrata, ma al contempo regolarità di funzionamento, erogazione fluida e consumi limitati (e nel rispetto di normative e regolamenti sulle emissioni). Le travi laterali in lega di alluminio pressofuso, con rinforzi incrociati, forniscono un’eccellente rigidità pur mantenendo la leggerezza; nel reparto sospensioni si segnalano la forcella da 41 millimetri a steli anodizzati neri, mentre gli ammortizzatori posteriori sono montati direttamente sul forcellone asimmetrico. Il raffreddamento a liquido garantisce prestazioni costanti in tutte le condizioni, mentre il disco anteriore da 300 millimetri con pinza radiale a quattro pistoni e quello posteriore da 218 mm assicurano potenza di frenata quasi come in gara. E con la sua altezza sella di 820 millimetri, questa moto fornisce una buona posizione di guida sportiva per gli adulti, e rappresenta ovviamente un’esperienza entusiasmante per qualsiasi giovane pilota.

Dettagli di classe. Ma l’Aprilia si contraddistingue anche per l’attenzione all’estetica, a cominciare dal gruppo ottico anteriore grazie al particolare faro che mutua il look della RSV4; operazione simile avviene al posteriore, con un codino compatto e affilato nel quale è integrata una luce a Led. L’aggressività e la sportività sono accentuate anche dalla possibilità di sostituire la sella del passeggero con un guscio monoposto removibile, che riprende la tinta metallica della livrea, e dallo scarico integrato nel lato inferiore della carrozzeria (per concentrare le masse, come avviene nelle moto di cilindrata maggiore, in particolare per le racing). E tra gli accessori disponibili nel catalogo ufficiale compare anche (ed è la prima volta assoluta per la categoria 125, ulteriore primato e segno distintivo del livello della casa di Noale) un innovativo e sofisticato sistema di cambio, denominato Quick Shift: si tratta di un sistema che deriva direttamente dall’esperienza sulla RSV4 e consente al guidatore di innestare il rapporto superiore senza dover utilizzare la frizione o chiudere il gas, così che la cambiata risulti non solo più semplice, ma anche più veloce.

Il commento di Melandri. Se quanto fin qui scritto non è bastato ancora a convincere qualcuno, lasciamo spazio alle parole di chi di moto si intende (e parla non solo per questioni di “dovere contrattuale”), ovvero Marco Melandri che, all’uscita del nuovo modello di Aprilia RS4 125 Replica ha commentato “È davvero bellissima! Sono piccole solo nella cilindrata, ma non hanno nulla da invidiare alle sorelle maxi! Mi sembra di tornare alla mia adolescenza”, quando cioè i ragazzi sognavano di poter usare le stesse moto dei grandi campioni.

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Anna Capuano

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