Forse non tutti sanno che in Inghilterra esiste una curiosità quasi morbosa per le indiscrezioni che riguardano i personaggi famosi. I giornali scandalistici sono venduti quasi più che in Italia, e più la notizia è, per così dire, pruriginosa, meglio è.

Un esempio lampante ci viene dato da ciò che proprio in questi giorni a Londra chiamano Pig-gate, da pig, “maiale”, a gate, che vuol dire “cancello”, o “accesso”, ma che dopo il ben più noto Watergate di Nixon è ormai sinonimo di scandalo.

Ebbene, cosa sarà mai successo di scandaloso riferito al Premier inglese Cameron, per giunta con un maiale di mezzo?

La risposta va ricercata fra le pagine di una biografia non autorizzata di David Cameron, chiamata “Call me Dave”, di cui il Daily Mail ha anticipato diversi estratti, fra i quali un episodio in cui l’attuale Premier avrebbe compiuto uno strano rito iniziatico per entrare a far parte di una confraternita di Oxford, chiamata Piers Gaveston Society.

In pratica Cameron avrebbe inserito «una parte intima del suo corpo nella bocca di un maiale morto»[1].

Il tutto, sempre a detta di questa indimenticabile opera letteraria, fra una canna e un bicchiere di vino, in cui il Premier amava, a quanto pare, indulgere durante gli anni della dolce vita oxfordiana.

A strenua difesa di “Dave” va detto che chiunque abbia frequentato l’università (soprattutto quelle inglesi e americane) sa bene che per accedere a questo tipo di consorterie tali strambi riti di iniziazione sono piuttosto frequenti, come è anche diffuso un consumo non indifferente di alcool e sostanze stupefacenti.

Certo, se trent’anni dopo diventi il Primo Ministro inglese, è comprensibile che da te ci si aspetti una condotta più che irreprensibile, tanto durante la carica quanto – e in un certo senso soprattutto – prima.

Per adesso, tuttavia, non ci sono conseguenze politiche serie per Cameron, il quale però è da giorni preso di mira dalla tribù di internet, alla quale, come spesso accade in casi del genere, non è parso vero di poter lanciare secchiate di pomodori e altri ortaggi virtuali sulla figura del Primo Ministro, che per tramite del suo entourage si sta ancora trincerando dietro il classico “no comment”.

Ma la rete non perdona: su twitter l’hashtag #piggate è uno dei più commentati, senza contare le numerose vignette umoristiche apparse sull’argomento.

Questioni socio-culturali a parte, ciò che è importante evidenziare è che l’intera vicenda risulta essere tutt’altro che casuale.

L’autore della biografia, infatti, non è un personaggio qualunque, ma un ex finanziatore del partito conservatore, lo stesso di Cameron, tale Michael Ashcroft, che da tempo aveva sospeso i rapporti con il Premier, con il quale, evidentemente, non dev’essersi lasciato bene.

Con l’aiuto della giornalista Isabel Oakeshott, l’autore dipinge un ritratto un po’ inquietante di Cameron, che appare quasi come un debosciato incline alla sbornia, privo di senso di responsabilità. Il che dovrebbe suggerire nell’opinione pubblica, secondo gli obiettivi inconfessati – ma palesi – dell’autore, che probabilmente non è David Cameron l’uomo giusto per guidare l’Inghilterra.

Siamo di fronte ad un caso di fuoco amico. O, per meglio dire, ex amico. Ma siamo certi che le sregolatezze di un giovane debbano per forza inseguirlo anche dopo decenni, distruggendo la sua reputazione? Ad ognuno la sua opinione. Noi, però, non ne siamo così sicuri.

[1] Traduzione dal Daily Mail, nda

Carlo Rombolà

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Avvocato, scrittore, lettore. Non necessariamente in quest’ordine. Ha studiato legge per quasi cinque anni presso l’Università di Bologna, per poi specializzarsi con un master in diritto delle nuove tecnologie. Nel frattempo, ha scoperto che, oltre al diritto, ci sono un sacco di altre cose che lo appassionano: la geopolitica, i viaggi, i libri, la musica. La curiosità è il suo più grande pregio, l’inquietudine il difetto. Ad entrambi, non v’è rimedio. Per fortuna.