Demos-Coop: come si è evoluto il mondo del calcio in Italia

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Il calcio è da diversi anni uno dei punti cardine che costituiscono la società italiana, insieme alla politica e alla religione. Oggi c’è sempre meno fiducia nei confronti delle personalità e delle istituzioni politiche italiane, e possiamo dire lo stesso anche della comunità cristiano-cattolica. E nel mondo del calcio? Anche lì negli ultimi anni non sono mancati gli scandali, che hanno gettato altro fango sulla già pessima reputazione della Serie A dovuta ai fatti di Calciopoli e non solo. Così come sono sempre meno gli italiani che si recano ai seggi elettorali ad esprimere il loro voto e/o quelli che la domenica si svegliano alla buonora per recarsi in chiesa, in modo analogo sono sempre meno gli italiani che raggiungono lo stadio per supportare la propria squadra. È quanto emerge dall’ultimo sondaggio elaborato dall’istituto di ricerca Demos & Pi in collaborazione con la Coop (Associazione Nazionale Cooperative di Consumatori), inteso a spiegare attraverso diversi dati statistici come si è evoluto il tifo calcistico nel Bel paese. Il sondaggio è stato svolto nel periodo 8-10 settembre 2015, coinvolgendo 1.121 persone di età uguale o maggiore ai 15 anni.

s2SPORT DA SALOTTO – Il sopracitato svuotamento degli stadi non equivale ad una diminuzione degli appassionati di calcio, anzi. Se nel 2013 poco più di un terzo della popolazione italiana di dichiarava tifosa (36%), nel 2015 la percentuale è salita al 40%, rimanendo comunque nettamente inferiore al 56% del 2009 e al 52% del 2010. Tuttavia, rispetto a pochi decenni fa, è radicalmente cambiato il modo di vivere il calcio, a causa del continuo sviluppo tecnologico che investe anche lo sport. Tra i tifosi che hanno dichiarato di seguire la propria squadra “sempre o qualche volta”, è emerso che sempre più tifosi seguono le partite sulla TV in chiaro (67%) e/o a pagamento (58%), o addirittura dallo smartphone e dal tablet (33%). Di conseguenza, solo il 22% degli aficionados si reca anche allo stadio per seguire il match dal vivo.

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AMORE E ODIO – La Juventus è la squadra più amata, tifata dal 35% dei tifosi italiani. A seguire l’Inter (17%) e il Milan (14%), con il risultato che due terzi della popolazione calcistica è costituita da tifosi bianconeri e delle milanesi. La restante fetta di tifosi se la spartiscono il Napoli (10%), la Roma (7%), la Lazio (3%), la Fiorentina (2%) e le altre squadre (12%). Se la squadra più vincente è quella più amata, allo stesso tempo è anche quella più odiata: il 43% dei tifosi ha dichiarato di provare una forte antipatia per la Juventus, e l’anno scorso la percentuale arrivava addirittura al 52%. Non è un caso, che la stagione 2014-2015 sia stata la migliore della società bianconera per quanto riguarda l’ultimo decennio. L’Inter è la seconda squadra più odiata (24%), ma desta comunque più simpatia rispetto al passato: nel 2010, l’anno del triplete, era la squadra più odiata d’Italia con il 38% di detrattori. Seguono in questa graduatoria il Milan (11%), la Roma (10%) e il Napoli (6%), che cinque anni fa destava antipatia solamente all’1% dei calciofili.

demosFIDUCIA NELLE ISTITUZIONI E CREDIBILITÀ – Alla domanda “quanta fiducia provi nei confronti della FIGC?”, solo il 35% dei tifosi ha dichiarato di avere piena fiducia nei confronti del massimo organo organizzativo del calcio italiano. Poca fiducia, dunque, anche nei confronti di Tavecchio, che ha le simpatie del 24% dei tifosi. Agli esordi sulla panchina della Nazionale, il c.t. Antonio Conte aveva il sostegno del 74% degli italiani: dopo alcune difficoltà riscontrate durante questo primo anno da commissario tecnico, l’ex allenatore della Juventus ha la fiducia del 67% dei tifosi. Per quanto riguarda la classe arbitrale, una delle più attaccate dal tifoso medio italiano, poco più della metà dei tifosi (56%) crede nella professionalità e neutralità degli arbitri italiani. Ma veniamo alla nota dolente di tutta questa interessante inchiesta: al netto di tutto ciò che è successo negli ultimi anni, dallo scempio di Calciopoli sino agli ultimi scandali, quanta credibilità ha il nostro campionato rispetto a 10 anni fa? Il 45% dei tifosi ha risposto che la Serie A ha perso molta credibilità, il 38% non ha trovato differenze sostanziali, mentre solo il 15% crede che quello di oggi sia un calcio più pulito. Il 53% degli italiani imputa la colpa al calcioscommesse, che secondo il 53% dei tifosi condiziona negativamente l’andamento del campionato. Seguono la corruzione e la criminalità organizzata.

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CALCIO E POLITICA – Inoltre, alle 1.121 persone sottoposte al sondaggio, è stato chiesto di collocarsi approssimativamente a destra o a sinistra. Al centro troviamo la Juventus e il Napoli, a centro-sinistra l’Inter e a centro-destra il Milan, reso grande negli anni ’80, ’90 e inizio 2000 da Silvio Berlusconi. La squadra che si colloca più a sinistra è la Roma, probabilmente per avversità nei confronti della tifoseria militante laziale, prevalentemente di estrema destra. Tuttavia, l’appartenenza all’estrema destra è un tratto comune alla tifoseria militante di tutte le squadre. I tifosi più moderati si collocano a sinistra, mentre gli appassionati non-militanti (tradotto in linguaggio calcistico, i “non-ultras”) si collocano a centro-sinistra o centro-destra.

Insomma, come tutti i fenomeni sociali, anche il calcio è soggetto a ripetuti cambiamenti ed è in continua evoluzione. E nonostante gli scandali e uno scetticismo ampiamente diffuso, l’amore morboso degli italiani per questo sport rimane invariato negli anni. Un po’ come per la politica, ciò che l’ha rovinato. Un po’ come per la religione, ciò che è diventato.

Fonte statistiche e infografiche: demos.it

Fonte immagine in evidenza: google.com

Marco Puca

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Classe 1997, vive a Sant'Antimo, dove ha conseguito il diploma scientifico al Liceo Laura Bassi. Attualmente studia Mediazione linguistica ed interculturale presso L'Orientale di Napoli. Ama il lato romantico delle cose, anche del calcio e della musica, di cui è grande appassionato.

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