Troppi occhi sono stati chiusi e di troppi nodi sono legate le nostre dita.
Napoli merita un memoriale di tutte le sue vittime, e di questo sembrano essere tutti d’accordo.

Nella sede dell’ex tribunale, in riunione alle 15.00,   il ministro della Giustizia Andrea Orlando, il presidente della Fondazione Castel Capuano Massimo Marrelli, il sindaco Luigi de Magistris, l’assessore comunale ai Giovani Alessandra Clemente, rappresentanti del coordinamento regionale vittime innocenti della criminalità e Libera. Tale riunione  preceduta da un colloquio tra Orlando e i rappresentanti del centro educativo di Quarto, fondato dal vescovo di Pozzuoli Gennaro Pascarella e diretto da don Gennaro Pagano. I due hanno intenzione di chiarire al ministro le loro idee riguardo il Memoriale, un’occasione che non deve andare sprecata e che quindi deve essere valorizzata al meglio. Mentre Luigi De Magistris discuterà dei dettagli a Roma.

“Studieremo con il sindaco di Napoli e le altre istituzioni, insieme ai familiari delle vittime, il modo migliore per realizzarlo. E naturalmente valuteremo con attenzione l’idea di far sorgere il memoriale a Castel Capuano, sede così gravida di storia e di simboli, ma credo di non sbagliarmi se affermo che, in ogni caso, il memoriale è diventato fin d’ora, ancor prima di essere realizzato, un luogo necessario”. Sono le parole trascritte da Orlando, inviate con entusiasmo alla Repubblica. Proprio tale quotidiano, notando i numerosissimi consensi, ha raccolto la richiesta avanzata al Comune dal Coordinamento campano dei familiari delle vittime innocenti della criminalità di individuare un luogo della memoria.

L’organizzazione della realizzazione del Memoriale prevede un progetto nato dalle menti del Palazzo San Giacomo e dell’Università Suor Orsola Benincasa: la costruzione di un “puntatore cognitivo”, una colonna di luce che si estenderà a partire da Castel Capuano. Si tratta di una copia del World Trade Center a New York, elaborato da Aldo Zappala, docente di Strategie creative crossmediali al Suor Orsola.
Qualche primo problema si è riscontrato nella ricerca di uno spazio abbastanza vasto e strutturato da poter accogliere tale Memoriale.
Sembra che il Comune voglia posizionare la cabina di regia nell’ex sede della filiare del Banco di Napoli e da qui i ministri potranno controllare ogni tipo di operato e potranno organizzare tutte le attività che si stanno proponendo e che avranno luogo durante l’anno.
Per ora sono già cinque le iniziative pubbliche che si terranno da ottobre 2015 allo stesso mese del 2016.
Provo le vertigini, è una cosa che la città, tutta insieme, sarà in grado di realizzare. Sono emozionata, spero di avere una figlia, chiamarla Silvia e che un giorno entri in un posto come questo dove potrà conoscere la storia della nonna”. È la dichiarazione di Clemente, figlia della vittima della mafia Silvia Ruotolo. La donna ci mette al corrente che effettivamente non si tratta di un gioco, tutti per ora stanno svolgendo i loro compiti e il progetto sembra stia davvero salpando a vele spiegate.
“È la risposta collettiva più bella che si può dare dopo gli ultimi fatti e dopo il ferimento del poliziotto avvenuto a Fuorigrotta. Napoli non è una città abbandonata, c’è un Comune che la guida anche nei momenti difficili. Le istituzioni ci sono e anche il sacrificio dell’agente ferito per aver contrastato un tentativo di estorsione, lo conferma. Quel poliziotto rappresenta lo Stato e dimostra che lo Stato c’è”.
È proprio ai familiari delle vittime che si cerca di star più vicino, a coloro che la tragedia l’hanno vissuta sulla propria pelle e che, da quando le loro strade si sono incrociate con la camorra, fanno in modo che la loro voce sia forte e le loro parole ben recepite da tutti.
Queste sono questioni che ci coinvolgono tutti come famiglie, napoletani e come uomini.
Il presidente della fondazione Polis, Paolo Siani, fratello di Giancarlo, il cronista del Mattino ucciso dalla camorra dichiara: “E’ un bene che le vittime della criminalità abbiano una loro sede. Un luogo che sia di ricordo e che diventi un presidio anticamorra dove potremmo conservare anche la Mehari di Giancarlo. Inoltre, la mostra dedicata alle vittime della criminalità, come quella che abbiamo tenuto con l’esposizione delle gigantografie a Palazzo Reale, potrebbe comunque diventare itinerante, portando l’impegno contro la camorra in più posti possibili”.
Il progetto per ora vede dalla sua solo consensi, il via libera è stato dato anche da parte di Luigi Riello, neo procuratore generale, da Antonio Buonajuto, presidente della corte di appello e della fondazione Castel Capuano.

Alessia Sicuro

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Diplomata al liceo scientifico sperimentale PNI, matricola alla facoltà di lettere moderne della Federico II, ha sempre voluto avere una visione a 360 gradi di tutte le cose. Accortasi che la gente preferisce bendarsi invece di scoprire ed affrontare questa società, brama ancora di tappezzare il mondo coi propri sogni nel cassetto. Divora libri, vecchie storie, vorrebbe guardar il futuro con degli occhiali magici per riportar solo belle notizie alla gente disillusa. Vorrebbe indossare scarpe di cemento per non volar sempre con la fantasia, rintagliarsi le sue ali di carta per dimostrare, un giorno, che questa gioventù vale! Vorrebbe esser stata più concreta fin dall’inizio, essere interessata ai soldi come tutta la gente normale e non sentirsi in pace col cosmo solo perché sta inforcando una penna. Si, vorrebbe, ma bisogna sempre svegliarsi.

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