30 Settembre, “Liberiamo Bagnoli”

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Bagnoli

BAGNOLI – È da qui che partono le 4 giornate di Napoli per costruire una nuova resistenza, contro le politiche antiproletarie, di sfruttamento e austerity, di massacro, devastazione ambientale e rapina sociale del governo Renzi e dell’Unione Europa, volte a costringere i quartieri in uno stato di precarietà sociale, miseria e lutto.

Il 30 Settembre tutte le realtà che da anni si mobilitano sul territorio di Bagnoli rivendicando bonifiche sotto il controllo popolare e lavoro stabile e sicuro, scendono nuovamente in piazza: associazioni, movimenti politici e semplici cittadini vogliono negare la possibilità di calare un commissario dall’alto, individuato con la nomina di Nastasi, «personaggetto perfetto per chi vuole mascherare operazioni ben più contorte e pericolose, quale l’individuazione del soggetto attuatore privato che con l’articolo 33 della legge ‘Sblocca Italia’ andrà avanti con provvedimenti mirati a mettere il destino di un’area di oltre 250 ettari in mano alla speculazione edilizia, agli interessi privati dei vari Caltagirone e Fintecna e alla trasformazione del principio “chi inquina paga” in “chi inquina viene ripagato”» come scritto in un comunicato dal Laboratorio Politico Iskra.

Ma stavolta si scende in piazza non solo per dissentire alle politiche del Governo Renzi (che oggi rappresenta al meglio gli interessi dei poteri forti) bensì Bagnoli vuole riappropriarsi dei propri diritti, con la nomina del commissariamento popolare per assicurare un futuro basato sulla creazione di posti di lavoro, bonifiche reali, la tutela della spiaggia pubblica, e garantendo servizi e spazi sociali.

Per questi motivi i movimenti sociali stanno producendo azioni di lotta intensificate. A pochi giorni dal lancio del corteo, un gruppo di attivisti politici, disoccupati e studenti hanno deciso di violare i sigilli giudiziari entrando nell’area dell’Italsider e calando uno striscione dalla gru, simbolo dell’immobilismo politico che il quartiere non vuole più tollerare.

«Dietro al commissariamento di Bagnoli ci sono i gruppi come Caltagirone (Ex-Cementir pronto per una nuova colata sulla costa), c’è il mostro dello “stato” Fintecna, ci sono le aziende dietro il PTA (polo tecnologico dell’ambiente) legate a Lettieri come Medsolar, ci sono i vari gruppi come Amra o i costruttori “locali” come Faraone Mennella. Basta vedere le dichiarazioni del Presidente dell’Unione degli Industriali. E sopratutto ci sono le coperture politiche dei vari partiti che hanno gestito tramite società “pubbliche” gli interessi privati come la Bagnoli Futura. C’è il centro-sinistra responsabile del disastro ambientale e della precarietà sociale ed ambientale che oggi parla di “immobilismo” dopo aver sperperato fiumi di denaro pubblico.»

Ormai risulta palese che lo scontro in atto non è più riconducibile agli screzi tra l’amministrazione napoletana e il Governo attuale sulla funzione del Commissario, per questo il Laboratorio Politico Iskra, tra i promotori della manifestazione, addita quei soggetti colpevoli di aver svenduto Bagnoli denunciando che ora vengono nuovamente legittimati dalle istituzioni per continuare ad avallare i profitti privati.

Dopo il corteo, raggiunta la Municipalità, si è proclamata la liberazione di Bagnoli come inizio di un percorso di lotta anticapitalista, concretizzando con un’assemblea il commissariamento popolare che decide sui propri territori.

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