“L’Italia sono anch’io”, la campagna per la cittadinanza

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Il 29 luglio 2015 la deputata PD Marilena Fabbri ha presentato in Parlamento il disegno di legge C. 3264 che prevede alcune migliorie alla precedente legge n. 91/1992 in materia di cittadinanza, soprattutto per i minori stranieri. Senza alcun dubbio si tratta di un passo in avanti, ma le possibilità per gli extracomunitari di acquisire forme di cittadinanza maggiori sono comunque scarse.

Per rendere possibile l’obiettivo ”L’Italia sono anch’io”, campagna a cui partecipano le principali associazioni nazionali che si battono per i diritti dei migranti, ha depositato alla Camera oltre 200 mila firme a sostegno di una riforma dell’attuale normativa.

L’iniziativa è stata promossa da 19 organizzazioni della società civile: Acli, Arci, Asgi-Associazione studi giuridici sull’immigrazione, Caritas Italiana, Centro Astalli, Cgil, Cnca-Coordinamento nazionale delle comunità d’accoglienza, Comitato 1 Marzo, Emmaus Italia, Fcei-Federazione Chiese Evangeliche in Italia, Fondazione Migrantes, Libera, Lunaria, Il Razzismo Brutta Storia, Rete G2 – Seconde Generazioni, Tavola della Pace e Coordinamento nazionale degli enti per la pace e i diritti umani, Terra del Fuoco, Ugl Sei e dall’editore Carlo Feltrinelli.

Ecco alcuni degli emendamenti proposti:

  • Sostituire il requisito della ”residenza legale” dei genitori stranieri dei minori nati in Italia con quello del ”soggiorno legale” in modo da evitare che per motivi esterni alla legge in questione (la residenza anagrafica) i bambini extracomunitari siano impossibilitati a diventare italiani a tutti gli effetti
  • L’obbligo di informare le autorità competenti del proprio stato civile in modo da favorire il cambio di cittadinanza
  • Introdurre il requisito della ”non decadenza della potestà genitoriale” invece requisito della convivenza del figlio minore con il genitore che acquista la cittadinanza italiana in modo da evitare discriminazioni in caso di separazione dei genitori
  • Il diritto per i minori disabili e gli interdetti, inabilitati e beneficiari di amministrazione di sostegno di acquisire la cittadinanza italiana in quanto attualmente non previsto dalla legge
  • Una norma transitoria che consenta il diritto alla cittadinanza alle categorie precedentemente impossibilitate per le normative previste dalla vecchia legge, ma che ora hanno i requisiti per richiederlo.

Il numero di cittadini stranieri soggiornanti in Italia è sempre più elevato e pertanto risulta necessario conformarsi a questa nuova composizione sociale. Si auspica che il Governo si attivi per apportare le dovute modifiche al DDL, così come richiesto da ”L’Italia sono anch’io”.

Vincenzo Nicoletti

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