ESCLUSIVA – Parla il Presidente De Francesco della 10° Municipalità di Napoli

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De Francesco

A seguito della manifestazione di protesta del 30 Settembre tenutasi a Bagnoli, e culminata con l’occupazione della municipalità per proclamare il commissariamento popolare e istituire 2 giorni mensili in cui svolgere assemblee del quartiere, Libero Pensiero News ha intervistato il Presidente Giorgio de Francesco della 10° Municipalità, Bagnoli – Fuorigrotta, in merito al commissariamento esterno e sulla situazione delle municipalità in generale, ascoltando le funzioni e i limiti che riguardano il decentramento dall’Amministrazione Centrale. Di seguito, l’intervista:

Cosa ne pensa in merito alla nomina del commissario Nastasi e la funziona che dovrà ricoprire su Bagnoli?

Sul commissariamento sono stato molto critico col mio partito e col premier Renzi, perché non si può attendere un anno dall’annuncio della nomina alla nomina ufficiale. Un altro anno perso, in cui si sono alimentate tensioni. Se non c’è stata la volontà di cambiare la legge Sblocca Italia, per l’art. 33, si doveva procedere in maniera più rapida per la nomina. Poi ci sono stati problemi sia per la scelta del commissario sia per le attribuzioni delle sue funzioni. Come dirigente di partito, abbiamo sollecitato i nostri parlamentari a richiedere delle modifiche, perché al di là del rapporto con l’amministrazione attuale, non è accettabile che il comune venga estromesso dal progetto di sviluppo di un’area fondamentale della città. Poi la modifica è stata fatta, di certo non è soddisfacente, ma serviva la partecipazione dell’amministrazione e adesso c’è. Ora finalmente abbiamo il commissario, e come municipalità speriamo di incontrarlo al più presto per fornire il nostro contributo, insieme all’opinione di chi vive un territorio fatto anche di proteste. Per fare un buon lavoro egli dovrà ascoltare anche le associazioni e le realtà locali. L’unica cosa che non ci possiamo più permettere è l’immobilismo di questi anni.

Cosa ci dice in merito al commissariamento popolare e sull’occupazione della municipalità del 30?

Voglio precisare che da persona “culturalmente di sinistra” non sono mai contrario a manifestazioni, assemblee quando legalitarie. Non ho negato l’assemblea all’interno della municipalità, nonostante le associazioni non abbiano comunicato in anticipo la cosa. Sono stato allertato dal commissariato di Bagnoli riguardo un concentramento in municipalità per il giorno 30. Abbiamo aperto le porte e hanno manifestato in modo folkloristico e rumoroso, poi una delegazione, assieme all’assessore Piscopo, mi ha formalizzato la richiesta di poter utilizzare la sala municipale ogni 15 giorni per assemblee di quartiere. Io ho dato il mio parere politico, favorevole all’iniziativa, ma abbiamo avuto problemi logistici. I manifestanti chiedevano, per maggiore agibilità, di riunirsi il sabato,  giorno in cui in tutta Italia i comuni sono chiusi. Si è dovuta trovare una formula per capire chi aprirà la sede, e chi pagherà gli straordinari agli impiegati.

Da anni si discute del decentramento delle municipalità. Quali sono i vantaggi o i limiti a livello territoriale riguardo questo sistema?  

Io credo che la città di Napoli abbia perso dieci anni di opportunità sul decentramento, perché l’azione prevista già a partire dal 2006, non è mai stata applicata in pieno.
Le municipalità, che si interfacciano coi cittadini e alle quali sulla carta sono state assegnate funzioni ben specifiche, purtroppo non sono messe nella condizione di operare.
Se si vuole far funzionare il decentramento, bisogna ridefinire le funzioni e attribuire ad esse gli strumenti per operare realmente.
Oggi il regolamento è preciso ma allo stesso tempo vago. Alle municipalità vengono attribuite varie cose, ma se si pensa alle risorse economiche, di personale, di strumenti, si capisce che queste funzioni non possono essere sprecate: si pensi alle scuole, di cui la municipalità è responsabile della sola manutenzione generale, ma oltre a proporre delle indicazioni all’amministrazione centrale, noi non abbiamo il potere di applicarle. Così vale per le strade, la potatura degli alberi, i sistemi fognari: non esiste un decentramento ma una confusione generale.
Poi ci sono questioni legate all’agibilità politica di chi vuole misurarsi in queste situazioni, ma sono situazioni mortificanti: solo negli ultimi quattro anni, sono stati tagliati i gettoni di presenza, le ore di permesso sul lavoro… Un Presidente ha solo 24 ore di permesso al mese, più le ore della durata del consiglio e della giunta per gestire la sua carica da Presidente.
Dopodiché risulta palese che le spese diventano inutili quando non si fanno funzionare; si discute della riduzione dei consiglieri ma questi non devono essere ridotti solo per ridurre la spesa. Anche un solo consigliere può essere una spesa inutile, quindi bisogna discutere soprattutto dell’ottimizzazione delle funzioni e delle risorse.
Inoltre gli straordinari vengono effettuati tutti a San Giacomo, e c’è uno svuotamento di risorse umane dalle municipalità al centro.
Questa è la mortificazione del decentramento. Le municipalità dovrebbero rappresentare un bacino di voti e non essere solo regolamentate da statuto. Stabilire le funzioni e attribuire le giuste risorse. Per farle applicare si devono creare delle aree omogenee e autonome amministrativamente. L’autonomia amministrativa vuol dire che la municipalità avrebbe un proprio bilancio, una propria organizzazione. Se ho un milione di euro all’anno devo avere la facoltà di decidere come spenderlo. E se vedo situazioni di occupazioni abusive come tanto altro, non posso solo avere l’opportunità di denunciarle. Bisogna istituire le municipalità come le grandi capitali europee perché a queste vengono attribuite le risorse, anche per accorpare non solo ideologicamente quelle che sono più municipalità.

In vista delle prossime elezioni comunali, quali sono i rapporti con il Sindaco De Magistris, che soprattutto dopo la questione di Bagnoli e del commissario ha deciso di dialogare con nessuno? 

De Magistris ha dichiarato la sua autonomia, la sua chiusura di dialogo col PD e chiunque altro che non sia “il suo popolo”. Non ci sono margini di discussione con lui.
Negli anni ha dimostrato di aver ignorato il dialogo con le municipalità, non solo con quelle di opposizione, ma anche col centro-sinistra. 
Secondo lui la città va a gonfie vele ma non è così: il turismo, per esempio, lo si può ammirare all’estero a dispetto di come lui afferma; la raccolta differenziata non è mai partita; il trasporto non va e la polizia municipale è ancora assente. Parliamo dell’apertura dei musei? Beh, sono gestiti dal Ministero dei Beni Culturali, non li apre De Magistris come sindaco di Napoli. Poi parla di finanziamenti pubblici per strutture come lo Stadio, che faranno la stessa fine di Edenlandia, dove i dipendenti ormai hanno esaurito la cassa integrazione. Lo Stadio, ancor peggio, dove si gioca una partita tra lui e De Laurentiis per chi la spara più grossa.
Anche la Bagnoli Futura ha fallito, tagliando posti di lavoro, quindi perché lamentarsi del commissario? Per il contenzioso con Fintecna è inutile ribadire che chi ha inquinato deve bonificare perché è un sacro santo diritto, ma Fintecna aspetta ancora i suoi soldi.
La sua inefficienza è dimostrata dal fatto che la gente si esprime per il ritorno di Bassolino, vuol dire che De Magistris ha fatto peggio di lui! La stessa gente che contestava Bassolino ne implora quasi il ritorno. D’altronde solo la metropolitana è stata inaugurata (progetto di Bassolino).
Con De Magistris si è avuta una spaccatura del centro – sinistra che comporta una situazione paradossale. Io, ho una maggioranza di 18, di cui circa la metà sono sostenitori del Sindaco, e se oso dire che lui sbaglia, mi ritrovo con una parte di maggioranza che mi si oppone.
Da qui anche la crisi di Agosto, con l’azzeramento della giunta, perché se l’amministrazione centrale mi presenta un bilancio di 300 mila euro, ed io voto contro perché non sono soldi sufficienti, è possibile che una parte della mia maggioranza non fa gli interessi della municipalità, dicendo che sono invece soldi sufficienti? Poi altrimenti perché i consiglieri si lamentano se non hanno i fondi per aggiustare le strade?
Tra l’altro, questi 300 mila euro, li dobbiamo impegnare entro la fine di ogni anno, e noi abbiamo di solito 15 giorni per presentare un progetto, mandarlo in giunta, in consiglio e una volta approvato mandarlo in gara e contratti. Ogni anno anche il 31 Dicembre ci siamo riuniti per impegnare questi soldi sebbene pochi. È il CUAG che attaualmente fa le gare, non le municipalità. E se entro il 31 Dicembre io impegno 100 mila euro per le scuole, dopo un anno e mezzo è ancora in atto la gara, così l’Assessore Palma ha l’occasione di riprenderseli perché non vengono spesi in tempo. Dunque i 300 mila euro del bilancio, derivano dai soldi che non abbiamo potuto spendere in tempo e ci sono stati sottratti.
Tutto questo i cittadini non lo sanno.

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