LONDRA – Manca ancora più di un mese all’inizio del Masters 1000 di Londra. Il torneo della capitale del Regno Unito ospita gli 8 tennisti migliori al mondo, in base ad un ranking calcolato con i punteggi dell’anno solare, ovvero il 2015 ancora in corso.

SLAM FINITI, MANCANO SOLO DUE 1000 – Solo Pechino e Parigi mancano nell’albo d’oro dei trofei illustri, mentre per quanto riguarda gli Slam, da Australian Open fino agli US, i verdetti sono già scritti. Dunque tornano di maggiore interesse i Master di fine anno, utili per racimolare quei punticini decisivi all’accesso all’ambito torneo londinese.

NOLE, MURRAY ED I DUE SVIZZERI GIA QUALIFICATI – Oltre 12.000 punti per Novak Djokovic, primo come non mai sia nella Race (la classifica dell’anno solare 2015) che nel Ranking ATP ufficiale. Sono qualificati anche Andy Murray, protagonista di un’annata non impeccabile ma comunque discreta, ed ovviamente il duetto svizzero: Federer con oltre 6mila punti e Wawrinka con circa mille punti in meno.

IPOTESI CONNAZIONALI NELL’ALTRO QUARTETTO – Berdych, attualmente quinto della Race, è il più vicino alla qualificazione (che potrebbe arrivare già nel 500 di Pechino, attualmente in corso) mentre Nishikori potrebbe avvicinarsi se vincesse nel suo paese: Tokyo. Discorso più complesso per quella che potrebbe essere la seconda coppia di connazionali: per la Spagna potrebbero esserci Nadal e Ferrer. Entrambi hanno più di mille punti di vantaggio sul nono della Race (Gasquet, autore di una stagione tutt’altro che straordinaria), ma per la qualificazione dovranno aspettare minimo il 1000 di Pechino.

L’era Djokovic finirà con i prossimi Masters 1000?

Il serbo ha vinto 3 delle ultime edizioni 5 (di cui consecutivamente), dimostrando il suo stradominio fisico anche nel finale di stagione, dove i ritmi di gioco calano e la stanchezza si fa sentire. Difficile pensare che qualcuno possa fargli uno sgambetto. Anche se il Federer visto quest’estate non lo si vedeva da molto tempo, e lo stesso Roger ha battuto Nole nella finale di Cincinnati a discapito della finale US Open dove si gioca in 3 set e non su 5. Il primato resterà comunque inalterato, infatti al 99% Novak Djokovic manterrà il primato nell’ATP Ranking, tramontando un altro anno a dir poco impeccabile. Minacce pericolose non se ne vedono, il calo tecnico di Nadal e quello fisico di Federer hanno spalancato a Djokovic un albo d’oro invidiabile. Il serbo può inserire la marcia che non ha mai innescato e puntare ai record dello spagnolo ed a quello di Federer stesso, ma per farlo non dovrà lasciare neppure le briciole, compreso l’ipotetico quarto Masters londinese consecutivo.

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Raffaele Cianni